CHAOS AND CREATION IN THE BACKYARD (Sgt. Pepper)



Ok, finalmente anch'io sono approdato all'ascolto di questo Chaos and Creation in the Backyard. Ho riascoltato l'intero album un paio di volte e alcune tracce pi di tre o quattro volte. La pi orecchiabile del disco rimane il singolo Fine Line, che anche la pi mossa.


In effetti se devo trovare un difetto al disco devo dire che c' molto meno rock di quello che mi aspettavo. La maggior parte delle canzoni sono ballatone, ma quel che c' di nuovo sono le melodie, che a mio parere si distaccano parecchio dalla solita produzione di McCartney.


Jenny Wren, per quanto possa assomigliare nella tecnica a Blackbird, ne un esempio.


Riding to Vanity Fair un po' troppo lunga per i miei gusti, ma English Tea davvero deliziosa (e si, ricorda un po' For No One nel valzer in 4/4 del pianoforte).


Friends to Go una delle mie preferite dell'album ed anche il testo davvero bello. Ecco, questo c' da dire, che il Macca qui ha dato il meglio di se' sui testi.


Too Much Rain magnifica nell'evocare la pioggia attraverso le pennate di chitarra e i tocchi di pianoforte, mi ha davvero sorpreso.


At the Mercy , come Jenny Wren, un esempio di come Mc si sia smarcato dalle sue sonorit e dalle sue melodie tradizionali.


Cos come anche A Certain Softness o How Kind of You.


Invece Follow Me rimane pi delle altre sui vecchi standard, anche come testo (mi pare, non mi sono ancora letto le liriche e vado un po' a orecchio).


Promise to You Girl mi evoca in alcuni passaggi il passato Wingsiano e in altri soddisfa finalmente la mia voglia di rock 'n' roll (senza esagerare, questo un disco educato).


Prima della chiusura con la bella Anyway c' l'ultima super-ballatona del disco, che This Never Happened Before, forse la traccia che per ora mi ha colpito di meno. Ma non vorrei bestemmiare, preferisco riascoltarla qualche altra volta.


E alla fine, come una reminescenza dello scherzetto su Abbey Road, il solito volpone ti lascia quella manciata di secondi per farti credere che puoi spengere, e invece ti ci infila l'ultimo regalino impacchettato con le chitarre distorte che aveva tenuto fuori dal resto dell'album.


Bello, si.

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