#22 Nov 2011/Dark Horse - George Harrison

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#22 Nov 2011/Dark Horse - George Harrison

Messaggioda Mackenzie » martedì 01/11/2011 11:46:34

Commenti all'ascolto, al riascolto, impressioni, voti, curiosità, link interessanti, quello che vi pare.
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Re: #2 Nov 2011/Dark Horse - George Harrison

Messaggioda segretario_90 » mercoledì 02/11/2011 16:43:54

L'ho ascoltato una volta sola qualche anno fa. Il fatto che non abbia mai avuto lo stimolo a riascoltarlo è molto significativo. Mi sono sempre chiesto perché non ha aspetto che gli passasse la laringite o quel che era. Comunque, Dark Horse (la canzone) non è male, mentre Ding Dong Ding Dong è semplicemente imbarazzante.
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Re: #2 Nov 2011/Dark Horse - George Harrison

Messaggioda MrTwoOfUs » mercoledì 02/11/2011 19:27:20

Dark Horse fu da alcuni malignamente ribattezzato Dark Hoarse, il Rauco Oscuro. Questo fa capire tutto, anche ciò che sarebbe potuto essere e non è stato. George si intesdardì ad inciderlo senza voce e, come se non bastasse, si imbarcò anche in un tour che peggiorò la situazione. Le speranze forse non erano quelle di avvicinarsi all'inarrivabile All things must pass, ma almeno di bissare il successo del predecessore Living in the material world. Macchè. Oggi molti lo considerano il peggior album di Harrison. Ma se fosse stato cantato con la voce di Here comes the sun e Beware of darkness? E se fosse stato prodotto con più accortezza?
La copertina e la grafica sono molto belle, con Friar Park in evidenza. Ma in quanto a produzione l'album sfigura anche rispetto ai coevi usciti per la neonata Dark Horse in quell'anno, il primo ottimo Splinter e il Ravi Shankar Family & Friends, i quali risultano nell'insieme alquanto più brillanti e gradevoli. Però le canzoni non sono brutte. All'epoca non lo sopportavo, con il fruscio del vinile ed i suoni cupi, ma forse ero condizionato dalle aspettative. Riascoltandole oggi, senza pregiudizi, trovo almeno quattro o cinque cose buone:
So Sad è bellissima e malinconica quanto basta. L'ho rivalutata grazie alla splendida versione di Alvin Lee & Mylon LeFevre sull'album On the road to freedom, incisa con cori e slide di George. Chi non l'avesse mai sentita lo faccia qui, ne vale la pena (e occhio al testo):
http://www.youtube.com/watch?v=T32_k4QH95k
Dark Horse ha avuto giustizia dallo stesso George dal vivo in Giappone, eseguita con ben più grinta e con un'altra voce, e anche qui il testo è di quelli importanti.
Far East Man, se non fosse stata afona, come sarebbe riuscita? Meglio senz'altro. In realtà non è affatto brutta, anzi. Incisa dal coautore Ron Wood nello stesso anno, la si può ascoltare qui, sempre con chitarra e cori di George:
http://www.youtube.com/watch?v=jsdYGdg-ayw
Simply Shady ha un testo molto bello che poco tempo fa con lucyinthesky abbiamo cercato di rendere al meglio qui
(https://sites.google.com/site/paroladih ... mply-shady)
Ding Dong è una canzoncina, è vero, ma se si pensa che il disco uscì a dicembre non sfigura affatto con le altre "perle" in tema. Per compilation natalizie.
La cover di Bye Bye Love di "Phil and Don" è una scelta per certi versi fuori contesto, ma diventa irresistibile ed ironica quando George ci inventa un nuovo verso tutto suo: "Ecco la nostra signora che sta con tu-sai-chi, spero che sia felice; e anche il vecchio Clapper: Insieme abbiamo avuto un buon ritmo e un po’ di slide; poi è arrivata lei e mi ha fatto un favore: me li sono tolti dalle palle tutti e due!"
Certo però che ascoltare la versione afona di Maya Love è impietoso (a volte sembra che dica maialone...)
http://www.youtube.com/watch?v=MHKBGpvOhO0
Voti:
Titolo e copertina 8
Canzoni 7
Esecuzione strumentale 6
Produzione 5
Esecuzione vocale 4
Media = 6
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Re: #2 Nov 2011/Dark Horse - George Harrison

Messaggioda HarryBudiniFan » giovedì 03/11/2011 01:09:07

disco preso in vinile quando ero un girino, pescandolo a caso, o basandomi sulla copertina, in un ventaglio di scelta comprendente cose come gone troppo, del cui orrore ero ancora ignaro. fortunatamente me ne sono tornato a casa con dark horse.

hari's on tour (express)
ariosa e giustapponente una parte quasi euforica ad una più pigra e statica. sempre stata tra le preferite di georgison.

simply shady
apprezzabile blues-soul-pop con ritornello adesivo. non sento minimamente la mancanza della slide. e non sgradisco la voce con un po' di raucedine nelle strofe.

so sad
strofe un po' strappalacrime, quanto ben fatte, con chitarre tristi quanto ben affilate, l'arpeggio acustico, specie dell'intro, discretamente delizioso. il ritornello è più movimentato e alquanto facile da memorizzare. nella terza strofa un pianoforte in primo piano al posto delle chitarre. un po' troppo lunga, magari.

bye bye love
prima nota dolente. cover bluesy del classico everliano, dalle liriche personalizzate. noiosa e cestinabile con poche remore e discreto sollievo, per il sotto(sviluppato)scritto.

maya love
il piccolo george era incredibilmente riuscito a risparmiami roba spirituale ecumenica universale, ma giunto alla quarta traccia a quanto pare stava per esplodere. fortunatamente la chanson non è uscita dalla matrice della roba predicatoria e greve, bensì da quella easy listening, easy going e altre espressioni straniere che non conosco. è un sottofondo gradevole, con un apprezzabile intro di tastiera soul di sisupponebilly preston, e l'usuale struttura circolare-che-non-va-da-nessuna-parte di harrisong qui è perlomeno caratterizzata da un finale diverso.

ding dong
assai gradevolmente cretina. mi canticchio sempre il ritornello. un'altra di quelle che di giorgio solista prediligo.

dark horse
piacevolmente scontroso, con flauti jazzati. la voce rauca e butterata mi piace più della sua usuale.

far east man
altro pezzo tutt'altro che disprezzabile, e di cui tra l'altro non mi spiace nemmeno l'interpretazione vocale.
ho il sospetto di averne plagiato il riff in una canzone. dura quasi sei minuti. forse un po' troppi.
c'è comunque ADDIRITTURA UNA VARIAZIONE, anch'essa ben fatta. niente affatto male. robba de classe, aò.

it is he (krishna qualcosa)
maya love parte II. non le distinguevo, un tempo. ora forse un po' comincio a notare differenze. ad ogni modo, anche questa è sullo spirituale cosmico lovely goddy love ecc. - ma allegroide. e non mi spiace manco questa, sia ritornello che strofa sono tutt'altro che da disdegnare.

in definitiva.
6,5
grazioso. in definitiva la prima nota dolente è anche la sola. e non sento minimamente la mancanza della slide.
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Re: #2 Nov 2011/Dark Horse - George Harrison

Messaggioda Mackenzie » mercoledì 23/11/2011 12:54:48

Si fa fatica a credere che solo qualche anno prima il buon Georgino aveva inciso "All Things Must Pass". Il nostro entra in una crisi ispirativa, creativa ed esistanziale probabilmente causata anche dalla mancanza della competizione che all'interno dei Beatles lo stimolava notevolmente. Inoltre in questo periodo è alle prese con la crisi irreversibile con la moglie Pattie Boyd reiteratamente fedifraga. Questa crisi matrimoniale emerge nei testi di alcune canzoni dell'album,(andateli a cercare in "parola di Harrison https://sites.google.com/site/paroladiharrison/" )in particolare in "Simply Shady", "Far East Man" e "So Sad",in cui sembra leccarsi le ferite del tradimento.Quest'ultima è una lagna agghiacciante , ma tant'è... George riprende non a caso "Bye Bye Love" degli Everly Brothers, chiara missiva di addio alla ormai ex moglie.La title track sembra un capolavoro in confronto al contorno ma si sa, una rondine non fa primavera..
"Maya Love" ,"It Is He" e "Ding, Dong" non fanno altro che far rimpiangere i tempi di All Things Must Pass, Living in the Material World compreso.Oltretutto una forte laringite per la quale George soffriva in quel periodo, non ha aiutato di certo ad innalzare la mediocrità talora imbarazzante in certi episodi.

Che dire,George è alle prese con il peggior lavoro della sua ancora breve carriera solista e fin quì ci può stare, ma purtroppo da qui in poi questa impasse sembra non aver fine. George comincerà piano piano a risollevare la capoccia dalle sabbie mobili solo nel 1982 con Gone Troppo, dando poi una bellissima conferma con Cloud Nine nel 1987. Poi...poi non c'è stato più tempo.

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Re: #2 Nov 2011/Dark Horse - George Harrison

Messaggioda Cristiano » giovedì 24/11/2011 22:39:04

Me lo ricordavo molto più mediocre di quanto mi è parso oggi, riascoltandolo dopo veramente taaaaaanto tempo.
La prima cosa da dire è che sulla maggior parte dei pezzi la voce di George è...la solita! Un po' più tenue del solito (il nostro non è mai stato Pavarotti), ma piacevole.

Le mie preferite in assoluto sono il fantastico strumentale d'apertura ( Hari's On Tour, registrato assieme agli L.A.Express del grande Tom Scott), che non a caso sarà scelto come pezzo iniziale dei concerti americani, la bella ed harrisonianamente malinconica So Sad ( col buon Ringo ai tamburi), ancora di più la misconosciuta Simply Shady con tutti quegli accordi in minore.
Anche il pezzo scritto assieme a Ron Wood ( Far East Man) è abbastanza interessante, mentre la canzoncina natalizia è un piacevole divertissement. cercatevi su Youtube il video....tutti quelli che ritengono che Paul sia stato il primo di loro a reindossare i propri panni beatlesiani in un video musicale dovranno ricredersi :D

Musicalmente, la title track è il pezzo più solido dell'album, basato com'è su una ennesima - ma davvero convincente - strana sequenza di accordi e su un ritornello autenticamente galoppante. L'unico neo sta nella performance vocale, ragion per cui la preferisco nella interpretazione live giapponese del 1991.

In definitiva le canzoni "inutili" sono Bye Bye Love e la conclusiva, ennesima ode a Krishna.
La copertina ha un che di intrigante e di orrendo allo stesso tempo.

Il 1974 è un anno campale per George: oltre a lanciare l'etichetta Dark Horse , registra ben due album di musica indiana con Ravi Shankar, contribuisce massicciamente alla realizzazione ed alla produzione del primo album degli Splinter (The Place I Love), trova il tempo di incidere Dark Horse e, come se non bastasse, si lancia in un impegnativo tour nordamericano con la voce praticamente a pezzi, proprio lui che è così restio e dubbioso nel mostrarsi a suonare in pubblico di suo, figurarsi i quelle condizioni.

Il tour andrà bene nonostante alcune lamentele del pubblico "rock" sull'eccessivo, a detta loro, spazio dedicato alla musica indiana. La stampa, in particolare Rolling Stone, lo dipinge però come "il maggior disastro di tutta la carriera di Harrison", e George non glielo perdonerà mai, al punto di ritirarsi negli anni seguenti a casa sua e proseguire il suo percorso artistico piuttosto lontano dai riflettori.

Passeranno ben 17 anni prima di rivedere George Harrison suonare dal vivo in un suo tour, stavolta dall'altra parte del mondo e ben lontano da Rolling Stone e compagnia cantante.


Voto: 6.75
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Re: #2 Nov 2011/Dark Horse - George Harrison

Messaggioda lucyinthesky63 » venerdì 02/12/2011 21:56:30

ci sono due canzoni che a me piacciono e che si fanno ricordare come Simply shady e Far East man. Però la voce di George fa veramente fatica e viene da domandare perché lo abbia inciso proprio in quel momento e non abbia aspettato di guarire dalla laringite.
Nell'insieme, quindi, la trovo un'occasione mancata e non gli si può dare più della sufficienza. Peccato, però perché avrebbe potuto venire meglio

Voto 6
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