#12 Giu2011 / Imagine - John Lennon

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#12 Giu2011 / Imagine - John Lennon

Messaggioda Mod XXII » mercoledì 01/06/2011 12:16:36

Commenti all'ascolto, al riascolto, impressioni, voti, curiosità, link interessanti, quello che vi pare.
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Re: #12 Giu2011 / Imagine - John Lennon

Messaggioda HarryBudiniFan » mercoledì 01/06/2011 22:33:06

imagine (3:04)
“la più grande canzone del millennio” è una oscillazione tra do e fa, accompagnata da un semplicissimo riff di piano, e una variazione anni cinquanta. ma ad ogni modo funziona abbastanza.
parte del motivo della sua popolarità è dovuta alle liriche che sognano una società pacificata, solo che, all'insaputa del pubblico, sta parlando di una società comunista. uno scherzo spassoso. per lennon era comunque una canzone politica, che chiedeva, volendone essere inno persuasore, un sistematico cambiamento sociale - ciò che viene prospettato nella canzone lennon lo concepiva come realizzabile e possibile - tenendo ovviamente presente che il brano presenta una, consapevole, semplificazione poetica e un po' puerile - in realtà la visione di lennon era più ambigua e irta di dubbi di quanto la canzone lasciasse e lasci intendere. dal brano sembra che basti il "sognare" collettivamente perchè il sogno si avveri - ma in realtà lennon si chiedeva se davvero un cambiamento fosse possibile pacificamente, senza l'uso della violenza - nodo irrisolto fin dai tempi di revolution sul white album. quindi in definitiva il brano funziona maggiormente come poesia utopica, che come canzone politicamente rivoluzionaria: trascura del tutto il concetto di “lotta” che è implicito in quello di “rivoluzione”. così come implicito nel concetto di “rivoluzione”, storico-sociale, è la tragicità da cui scaturisce e che l'accompagna, e che ne segue: mentre il brano è rassicurante e mellifluo.

crippled inside (3:49).
una specie di country-blues con piano da saloon e slide. “una cosa che non puoi nascondere è quando sei marcio dentro”. non è ben chiaro cosa c'entri “you can judge me by the colour of my skin” nell'elenco dei comportamenti
e dei giudizi ipocritamente perbene. e cosa significhi “you can call yourself the human race”.
“well, now, you now that a cat has nive lives, babe, nine lives to itself, but your dog got only one, and a dog's life ain't fun...” sembra riferirsi direttamente al “my dog has tree legs, but you dog's got none” in 3 legs di paul.
il brano, vivace e beffardo, scorre abbastanza.

jeaulous guy (4:16)
notoriamente scarto dal white album, notoriamente nonostante ciò una delle migliori ballate sentimental-malinconiche di lennon, contrito e strisciante - che fa ammenda per il suo trascorso violento con le donne, in un certo senso il suo prosieguo è woman - dopo le scuse, l'inno celebratorio.
in pratica nel brano riconosce che la propria gelosia deriva dall'insicurezza.
il ritornello è una specie di effusivo sollievo emotivo nell'abbandonare le difese interiori e comprendere chi ha di fronte - suona un po' come un tear-stained scioglimento di nodo interno - ricorda il “i put myself in your place” di due anni dopo (in i know da mind videogames).
arrangiativamente dominato dal pianoforte di nicky hopkins, che disegna un continuo fluire di note luccicanti sotto e intorno la melodia vocale di lennon e da momenti notevoli nell'arrangiamento d'archi di non-so-chi (a 3:16, il crescendo prima dell'ultimo ritornello, la melodia del solo a 2:09, sopra i fischiettii di lennon).
abbastanza in evidenza anche il basso di klaus voorman, highlight: il fraseggio a 1:23).
non l'ascolto mai.

it's so hard (2:27)
blues esistenziale della serie “la vita è proprio dura (per noi rockstar milionarie)”.
la salvano la breve durata e gli archi orientaleggianti.

i don't want to be a soldier (6:07)
un mantra blues tra il pacifista il nevrotico e il paranoico. batteria ipnotica, piano, slide, sassofono, qualche effetto strambo.

give me some truth (3:16)
il brano che mi fece comprare la cassettina dell'album, sentendola in tv.
ora mi fa un po' sorridere, soprattutto sentire lennon tutto serio che urla “datemi un po' di veritààà”.
con give me some truth si era spostato dalle canzoni politiche, ad una canzone in cui si rappresenta come autore di canzoni politiche che “cerca la verità”. a “prima donna”, insomma, inconsapevolmente, per citare il brano.
la canzone, noto scarto degli ultimi beatles, è musicalmente abbastanza forte, ha un assolo davvero fico di harrison,
e ci sono strani suoni che non capisco in sottofondo, forse anche organi e armoniche.

oh my love (2:44)
il delicato intro arpeggiato di georgeharrison ci porta ad una rarefatta ballata pianistica, composta - direi - da lennon per quanto riguarda le strofe, e yoko per quel che concerne il ritornello. l'atmosfera è di vaga stupefazione, ovvero il concetto base è che grazie alla fetenzia del loro amore, i due piccioncini sono vivi e sensibili per la prima volta, in una condizione che peraltro rende tutto “puro” (everything is clear in my world/heart) - il tutto discreto, elegante e stilizzato come se fossimo in giappone. dal mio punto di vista, pseudo-poeticheria retorica e sdolcinata. lennon canta come se fosse in coma.

how do you sleep (5:35)
“il noto brano controverso” è in realtà uno dei migliori dell'album. lennon si diverte a fare il bullo, e solo in parte lo fa realmente:
si diverte scientificamente a spalare letame su paul, con la collaborazione di yoko e klein.
dal suo punto di vista, invece, è una canzone sul sé stesso beatle, e musicista commerciale, ovvero su quel che era in passato, e da cui in quel momento cercava di allontanarsi. atmosfera livido-poderosa, arcigna e beffardamente malefica, con i soliti archi orientaleggianti, assoli di slide, dobro o quello che è, e voce di lennon piuttosto sinistra, che sembra dover esplodere da un momento all'altro, e invece non lo fa mai, come a dire "potrei schiacciarti con il ditino piccolo del piede, se volessi, ma fai così schifo che non ne vale la pena".

how (3:43)
accordi lasciati cadere un po' come in mother, ma l'atmosfera è molto più dolce, comprensiva, più che drammatica - anche se il contenuto è anch'esso piuttosto drammatico e si ricollega in parte alla canzone citata. è in pratica una canzone sulla fragilità, con persino alcune ombre autosopressive - è in parte un prosieguo di aspetti di plastic ono band - il minare l'autorepressione emotiva, il riconoscimento dei propri traumi, ha portato allo sfogo (plastic ono band, appunto) e all' ammissione del proprio “bisogno di affetto”, ovvero della propria insicurezza - qui presentata al massimo della vulnerabilità. un brano che non mi ha mai entusiasmato.

oh yoko! (4:16)
una canzone che probabilmente è partito come brano drammatico e poi è diventata giubilante allegrotta.
giro discendente piuttosto carino, lennon che si sfianca all'armonica, e inciso sospeso monotono, in falsetto, che si spalanca all'improvviso (parte migliore del pezzo). testo ripetitivo e piuttosto ossessivo nella sua inutilità. e poi chi è questa yoko. si percepisce abbastanza la mancanza di paul, di martin e degli altri beatles - a renderla più interessante, a completare.

voto album: 6,5


classifica canzoni:

1. how do you sleep / jeaulous guy
2. imagine / give me some truth
3. crippled inside
4. i don't want to be a soldier
5. it's so hard / oh yoko
6. how
7. oh my love
Ultima modifica di HarryBudiniFan il giovedì 30/06/2011 20:30:47, modificato 1 volta in totale.
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Re: #12 Giu2011 / Imagine - John Lennon

Messaggioda lucyinthesky63 » sabato 11/06/2011 23:12:02

beh....solo Harry a commentare questo album? O meglio da questa sera direi Harry and me, se non facesse venire in mente un'altra cosa (e non mi pare proprio il caso).
Dunque, John cerca qui di mantenere le tematiche di Plastic Ono Band, ma con un approccio più commerciale. Il risultato è buono ma non eccelso. Nel senso che è un disco che si ascolta volentieri con alcune canzoni veramente belle, ma rimane un gradino al di sotto di POB. Non ne ha la stessa forza, le canzoni a tratti appaiono prive di mordente così come l'interpretazione vocale dello stesso Lennon appare molto meno convinta.
Diciamo che John ha cercato di riproporre una formula melodica vicina a quella dei Beatles, ha chiamato George e Ringo, ma i Beatles erano (sono) irripetibili per cui l'esperimento non è pienamente riuscito.
Però è uscito comunque un buon album, in certi tratti più che buono. Jealous Guy è uno dei migliori brani del Lennon solista (se non il migliore), Oh my love è dolce e sognante, How do you sleep è stronza e cattiva ma resta sempre un grandissimo pezzo, It's so hard vanta un'ottima interpretazione vocale e una discreta grinta.
Non mi convincono appieno invece How , Oh Yoko e Crippled inside. Però non sono nemmeno malaccio.
La title track è un grandissimo pezzo, ma è stata (ahimè) un po' troppo cantata e sputtanata in giro. Però sentirla cantare da John è tutta un'altra cosa.

voto finale all'album 8
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Re: #12 Giu2011 / Imagine - John Lennon

Messaggioda MrTwoOfUs » domenica 12/06/2011 10:25:15

In questo disco tutto è bello: dal titolo alle foto di copertina, alla grafica interna dell'LP originale al poster di John seduto al pianoforte, perfino la foto interna col maiale è simpatica. Tutto è entrato nell'immaginario collettivo ed ha contribuito a fare di Lennon l'icona che oggi è. Quel pianoforte adesso sta al Beatles Museum a Liverpool. Un consiglio a chi questa estate ha inserito Liverpool nell'itinerario delle vacanze: andate a visitare il museo. Sta all'Albert Dock ed è favoloso. Con una guida audio ed un opuscolo scritto in tutte le lingue (perfino in italiano!) ti fai la Beatles Story, partendo da Matthew Street ed arrivando sul tetto di Savile Row, passando per Amburgo, lo Shea, l'India attraverso ambienti ricostruiti ad arte. Poi si passa alle carriere soliste con quattro stanze divise, in pratica un box personalizzato per ciascun Beatle ed un monitor che trasmette videoclip:
una fila di poltroncine imbottite in velluto rosso per Paul per godersi il video e l'audio di Live and Let Die e l’insegna "Family man-Virtuoso-Artist-Philantropist-Campaigner";
una fila di sgabelli di batteria per Ringo di fronte al monitor con video e audio di Liverpool 8 e l’insegna "Joker-Actor-Band Leader-Stylist";
un lungo cuscino damascato con colori indiani per George e ti godi il video-audio di My Sweet Lord di fronte all’insegna "Mystic, Gardeners, Sitarist, Film Buff, Songwriter";
un morbido lungo sedile bianco con cuscini e lenzuola candide per John (è il bed-in), il testo di Give Peace A Chance stampato attorno, Instant Karma sparata al massimo e l’insegna "Rebel, Activist, Poet, Icon, Hero".
Si chiude con gli occhiali rotondi di Imagine, quelli originali con il vetro cangiante e la montatura in oro, la Epiphone Casino ed il pianoforte bianco che George Michael acquistò per due milioni di dollari e poi donò al museo. Emozionante!
Mi scuso per la divagazione e torno al disco: un album con Imagine, Jealous Guy, Gimme Some Truth, Oh My Love e How Do You Sleep sembra un Greatest Hits. Adoro How e Crippled Inside con il dobro di George. Dopo decenni ho apprezzato anche il testo di Soldier, il ritmo di Oh Yoko ed il blues di It's So Hard. Sarà anche Plasic Ono Band ricoperto di miele, ma a me piace.
voto: 10
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Re: #12 Giu2011 / Imagine - John Lennon

Messaggioda HarryBudiniFan » domenica 12/06/2011 10:28:00

cacchio c'ha di bello la copertina.
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Re: #12 Giu2011 / Imagine - John Lennon

Messaggioda MrTwoOfUs » domenica 12/06/2011 17:06:36

Le foto.
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Re: #12 Giu2011 / Imagine - John Lennon

Messaggioda HarryBudiniFan » domenica 12/06/2011 17:32:10

sono brutte.
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Re: #12 Giu2011 / Imagine - John Lennon

Messaggioda segretario_90 » lunedì 13/06/2011 16:44:50

Originale l'interpretazione del Budini su How Do You Sleep?. In effetti, dopo la pubblicazione, Lennon provò a dire che in realtà stava parlando di sè stesso, e ho sempre valutato questa dichiarazione nel senso "mi vergogno così tanto della porcata che ho cantato che non ho manco il coraggio di ammettere che stavo proprio parlando di quel conformista piccolo-borghese di Macca" (il che è incontrovertibile, come si suol dire: chi altri ha scritto Yesterday e Another Day, se non Paul? Per tacere del feroce avvio "So Sgt. Pepper etc."). In un'altra occasione il Lennon ha girato la frittata, dicendo che, al momento dell'incisione, la rabbia era svanita e la cosa era diventata scherzosa. Ammazza! Io non ho sentito ridere nessuno. D'altronde stiamo parlando dell'uomo che si è sempre rifiutato di ammettere che Steel And Glass (pure peggiore di How Do You Sleep?) fosse indirizzata ad Allen Klein. Preciso che i miei giudizi si riferiscono esclusivamente alle parole, non alla resa musicale dei pezzi (che mi piacciono abbastanza).
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Re: #12 Giu2011 / Imagine - John Lennon

Messaggioda HarryBudiniFan » lunedì 13/06/2011 17:03:32

lennon non ha negato che how do you sleep fosse esplicitamente riferita a paul, cosa fattibile solo dal berlusconi più lisergico, date le evidenze con cui ha disseminato il testo: ha affermato che la canzone in realtà, ad un livello meno superficiale, era riferita a sè stesso, nel senso che ho descritto nella recensione.

per quanto inizialmente la trovassi una solenne minchiata autodiscolpante, del resto, se il citare "yesterday" e "another day" è un'inoppugnabile pugnalata a paul, una frase come "e così sgt. pepper ti ha colto di sorpresa" è più adatta a lennon, che a mccartney - o sfugge totalmente il significato. (a me perlomeno).

in relazione invece alla serietà dell'attacco, mi pare che gli aneddoti in effetti riportino che john&yoko se la sghignazzassero mentre fininivano di scriverla, alla presenza di altri musicisti. certo, questi ultimi un po' meno coinvolti dall'ilarità: ringo gli ha pure detto di piantarla.
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Re: #12 Giu2011 / Imagine - John Lennon

Messaggioda segretario_90 » lunedì 13/06/2011 17:20:24

Questa di Ringo non la sapevo, sempre che non sia una tua trovata (o magari ti confondi con George?). Comunque già solo aver detto "in realtà stavo parlando di me stesso" è già più che lisergico, semplicemente sfugge a qualsiasi comprensione (per rimanere in tema, neanche l'avvocato Ghedini ne avrebbe potuta inventare una migliore). Il riferimento a Sgt Pepper ammetto che è sempre risultato oscuro anche a me, io pensavo a una cosa gratuita, senza molto senso, poi Lucy suggerì che potesse significare tipo "il lavoro che più ti onora in realtà l'hai fatto per caso", insulto molto sanguinoso.
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Re: #12 Giu2011 / Imagine - John Lennon

Messaggioda HarryBudiniFan » lunedì 13/06/2011 17:26:29

molto sanguinoso se fosse comprensibile - e poi non avrebbe colto di sorpresa lui, ma i suoi detrattori.

mentre per quanto riguarda il significato di how do you sleep sarebbe "lisergico" se si trattasse di responsabilità penali o di fisica classica, ma si parla di canzoni, ovvero di creazioni che possono agevolmente contenere stratificazioni emotive e psichiche anche di segno contraddittorio - in quanto si manifestano nel regno della soggettività.

la cosa di ringo non ricordo dove l'ho letta, comunque è riportata anche da wikipedia.
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Re: #12 Giu2011 / Imagine - John Lennon

Messaggioda lucyinthesky63 » lunedì 13/06/2011 18:31:42

oh, beh....Lennon era incazzato a bestia (si può dire???, altrimenti mi autocensuro) e credo che abbia scritto quello che gli passava per la testa al momento. E non credo che fosse molto lucido.
Però riguardo alla frase su Sgt. Pepper pare che sia nato da un'intervista di Paul il quale si prendeva tutto il merito della cosa; non ho prove ufficiali al riguardo; mi è stato detto da un'altra fan che non è forumista e con la quale ho fatto solo una chiacchierata tempo fa.
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Re: #12 Giu2011 / Imagine - John Lennon

Messaggioda HarryBudiniFan » lunedì 13/06/2011 19:12:49

"di 45esima mano!".

mai sentito.

il testo è stato scritto insieme a yoko e ad allen klein.
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Re: #12 Giu2011 / Imagine - John Lennon

Messaggioda Cristiano » lunedì 13/06/2011 20:47:23

Confermo il ruolo moderatore di Ringo alle sessions di scrittura di How Do You Sleep.
Come è noto anche se non riuscì a partecipare all'incisione del brano era stato espressamente invitato da Lennon, che poi lo sostituì con Andy White.
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Re: #12 Giu2011 / Imagine - John Lennon

Messaggioda Sora » martedì 14/06/2011 13:51:04

HarryBudini ha scritto:la cosa di ringo non ricordo dove l'ho letta, comunque è riportata anche da wikipedia.


... Blaney riguardo a ciò scrive " He (John) may have been enjoying himself but at least one ex-Beatles thought he was going too far. Ringo Starr who was visiting the studio at the time, was upset by the song and reportedly told Lennon "That's enough, John"
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