#05 Mar2011 / A Hard Day's Night - The Beatles

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Re: #05 Mar2011 / A Hard Day's Night - The Beatles

Messaggioda segretario_90 » mercoledì 09/03/2011 17:35:22

Posso io avere colpevolemente trascurato questo album? Non solo, ma addirittura averlo criminalmente sottovalutato? Ebbene sì. Ringrazio mio fratello che mi ha fatto dono di una copia rimasterizzata di questo album non più tardi del 18 febbraio. Da allora a ieri, lo avrò ascoltato quattro o cinque volte.

E' facilmente il miglior album del '63-'64. Please Please Me? Fresco e irruente, ma decisamente troppo acerbo e affrettato. With The Beatles? Ricco di gemme, assai più curato, ma infarcito di riempitivi che lo indeboliscono. Beatles For Sale? Segna un'evoluzione, ma il brio e la compattezza del terzo se lo sogna. Ergo, A Hard Day's Night è il capolavoro della "giovinezza" beatlesiana, quando tutto andava bene, nessuno era nevrotico/schizzato, niente litigi, solo quattro zuzzerelloni che si divertono e vogliono divertire, e soprattutto Yoko Ono nessuno sapeva manco chi cacchio fosse. Infatti ho anche deciso che l'immagine con cui preferisco ricordare i Quattro sarà proprio quella del film A Hard Day's Night.

Come inizio non è male, magari fra qualche giorno scrivo anche il resto. Good-bye!
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Re: #05 Mar2011 / A Hard Day's Night - The Beatles

Messaggioda Devil » giovedì 17/03/2011 20:35:02

I Beatles nel 1964 non erano un gruppo beat qualsiasi: erano quattro giovani con un’infinita voglia di fare, di divertirsi, di librarsi sulle ali della musica e della popolarità, come nessun altro aveva ancora dimostrato. A Hard Day’s Night è un LP immediato e fulmineo, di rara bellezza. Nessuna cover, nessun riempitivo messo lì per caso. Solo il duo Lennon/McCartney nel loro periodo più proficuo, solo ottime interpretazioni vocali, un Harrison che fa faville grazie alla sua novella Rickenbacker e un Ringo che si lascia finalmente andare completamente. Cosa si può volere di più da un disco rock?

Si sono sprecate centinaia di parole sul primo accordo, che ha il compito di rompere il ghiaccio. E’ incredibile come sia bastato un semplice SOL prolungato per cambiare la musica popolare per sempre. Con la sua armonica, la modesta I Should Have Known Better, richiama invece i primi successi, ma è lampante la forte maturazione compositiva. Nella più innovativa If I Fell le voci amalgamate di John e Paul sono da brividi e, nonostante una struttura irregolare per i Beatles, il pezzo è particolarmente ammirevole. Tanto che risulta essere uno dei migliori del disco, e forse di tutta l’era pre-1966. Arriva poi un brioso George con un’affabile I’m Happy Just To Dance With You, seguita da un’impegnata And I Love Her, che con il suo semplice e lineare accompagnamento latino, valorizza la caldissima voce di Paul. Tell My Why è probabilmente il brano più debole incontrato fino ad ora, ma rimane complessivamente sufficiente. Paul chiude il lato A, mostrandosi in grandissima forma vocale con la classica Can’t Buy Me Love, entrata di diritto negli evergreen della cultura pop.

La splendida ed incisiva Any Time All All apre il secondo lato, mentre I’ll Cry Instead delude, forse per la sua struttura un po’ zoppicante. Things We Said Today è l’ennesima perla firmata McCartney, che presenta un interessantissimo e, in un certo senso, avanguardistico cambio di tempo. When I Get Home è l’unico pezzo oggettivamente fiacco e poco ispirato presente nel disco, ma che viene subito risollevato con la riuscita You Can’t Do That. I’ll Be Back è un’ottima chiusura, che si rivela un piccolo colpo di genio.

Non si può analizzare l’album senza tenere conto dell’omonimo film. Richard Lester, registra della pellicola, riesce nell’impresa di trasformare i Beatles in attori comici. L’umorismo di Liverpool domina per tutto il film, rendendolo unico nel suo genere e creando un vero e proprio mito. Il docu-film A Hard Day’s Night detiene infatti il 100% dei consensi nel sito Rotten Tomatoes e una valutazione pari a 95/100 su Metacritic. Gli ottimi pezzi registrati in tempo per essere inseriti nel montaggio finale (peccato per Any Time At All e Things We Said Today!) funzionano alla grande e anzi, rendono il tutto ancora più brioso.

Insomma, A Hard Day’s Night è proprio quello che ci voleva per i Beatles. Se i primi due album potevano risultare un po’ incerti, è impossibile rimanere scontenti con cotante leccornie. Creatività da vendere, melodie indimenticabili, arrangiamenti sopraffini e un album che parla da sé. Certo, c’è ancora tanta innocenza nei testi, ma la maturazione è più veloce di quanto ci si possa aspettare. Ora il loro dominio è innegabile: “Solo in due sono riusciti a conquistare l’America: Cristoforo Colombo e i Beatles.”

Voto: 9
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Re: #05 Mar2011 / A Hard Day's Night - The Beatles

Messaggioda Cristiano » giovedì 17/03/2011 21:29:07

Sono l'unico qua dentro a (mal)sopportare Can't Buy Me Love?
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Re: #05 Mar2011 / A Hard Day's Night - The Beatles

Messaggioda franco » giovedì 17/03/2011 22:39:07

Cristiano ha scritto:Sono l'unico qua dentro a (mal)sopportare Can't Buy Me Love?
Giuro, non mi è mai parsa sto granchè.

Siamo in due, pensa che di solito la salto; non mi piace nemmeno quando la cantava macca da solo , per non dire dell'obbrobbio (con quattro B) country rifatto dallo stesso Macca.
Mi piaceva di piu la take 1, quella in versione "soul".
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Re: #05 Mar2011 / A Hard Day's Night - The Beatles

Messaggioda HarryBudiniFan » giovedì 17/03/2011 23:00:58

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Re: #05 Mar2011 / A Hard Day's Night - The Beatles

Messaggioda Mod XXII » venerdì 18/03/2011 09:33:47

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Re: #05 Mar2011 / A Hard Day's Night - The Beatles

Messaggioda franco » venerdì 18/03/2011 13:57:39

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Re: #05 Mar2011 / A Hard Day's Night - The Beatles

Messaggioda Mod XXII » martedì 29/03/2011 13:36:41

Non tempo ne voglia di scrivere tanto. L'ho riascoltato 4/5 volte ed è sempre un gradissimo disco. Oserei dire che è tra i due/tre che preferisco come qualità media dei brani. Un disco con tanto John e con tre grandissimi pezzi di Paul. Un disco molto molto molto molto sottovalutato.
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Re: #05 Mar2011 / A Hard Day's Night - The Beatles

Messaggioda HarryBudiniFan » giovedì 31/03/2011 21:56:15

vabbeh.
album che si distacca dai precedenti per il suono più secco, pochi cori e giochi vocali, impronte blues, chitarre acustiche, maggior ambiguità e incertezza, l'autorialità di tutti i pezzi, e la spina dorsale di lennon lungo tutto il disco ("il vulcanico lennon del periodo", come ho letto da qualche parte).

parte sparato con un accordo semi-dissonante ("l'accordo più potente della storia del rock", più o meno, secondo robert smith dei cure), incalzato subito da un ritmo martellato da ringo per tutta la corsa a perdifiato della title-track, con cowbells spaccate nell'inciso, e le cowbells sono sempre molto importanti come ben sanno i blue oyster club e christopher walken. per passare poi alla più carezzevole, rassicurane e tradizionale i should have known better, comunque fresca e ben costruita, con la consueta amica armonica a fare capolino. if i fell è una ballatona a due voci, del lennon più insicuro e vulnerabile, aiutato nella composizione da paul. segue la sbarazzina canzone-buttata-lì-per-george, che però è abbastanza simpatica ed ascoltabile. anche paul decide di comporre la sua prima ballatona, il suo primo vero lento, la sua "prima yesterday", secondo lennon, ed ecco la celeberrima and i love her, delicatamente acustica e con percussioni vagamente latine, e arpeggi di george. la variazione è stata scritta da gionni. appena prima di addormentarsi, si torna ad un ritmo arrembante con tell me why, che parte subito sparata con il ritornello, ed esuberanze varie, tra cui una linea melodica completamente cantata in falsetto dai tre. canzone chiaramente ispirata da qualche girl group. il classicone blues-beat can't buy me love vara la seconda facciata. parte anch'essa con il ritornello, idea di george martin, che apparentemente ha anche aggiunto i due accordi di congiunzione tra refrain e strofe. registrata a parigi. anytime at all, altro lennon che inizia sparato, anche qui dal ritornello, per poi sciorinare strofe più melodiche. i'll cry instead è un ibrido blues-country-beat piuttosto affascinante con una bella parte di basso di paul, e liriche apparentemente piuttosto personali, per quanto vergate in stile popolare. meglio così. brano fulmineo sotto i due minuti. ed era pure stato allungato, con un copia e incolla dei tempi antichi.
things we said today, un paul piuttosto elaborato e interessante, con strofe e inciso sognanti, seguiti da una variazione lanciata, che è un ritorno all'adesso, fuori dalla fantasticheria sul futuro. certamentementementementemente una delle canzoni più interessanti di adhn e dei primi beat holes.
when i get home è lennon che urla come uno scaricatore di porto ubriaco, forte di chitarre spigolose e menefreghiste (e del classico, per ahdn, inizio dal ritornello), e frasi di vacche che tornano a casa, nella variazione. ispirata da wilson pickett. pesta parecchio. non mi spiace affatto.
approdiamo ad un altro lennon furioso, stavolta di gelosia, su un fantastico jingle incessante di harrison, cowbells pestate a sangue, basso pulsante, cori malefici, e addirittura un solo chitarristico di lennon, che sembra suonato passando con un trattore sulla rickenbacker. e quindi bello.
altra differenza con please please me e with the beatles: il finale è lasciato ad un abbandono malinconico, invece che allo spupazzamento esagitato ed entusiasta di strumenti e corde vocali, come capitava con twist and shout e money (that's all lennon wants). in effetti, non se ne trovavano di album così.
insomma, abbastanza impressionante.
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Re: #05 Mar2011 / A Hard Day's Night - The Beatles

Messaggioda I am the walrus » venerdì 21/10/2011 09:56:25

Estate 1964, i Beatles sono già il gruppo più famoso al mondo, cosa manca per far impazzare una vera e propria isteria di massa?

Un film, ovviamente.

E questo disco è la colonna sonora per metà del loro primo, frizzante, ingenuo ma gradevole film.

Lennon e McCartney dirigono le danze, se la cantano e se la suonano, come si suol dire:

A Hard Day's Night
L'album si apre con l'accordo di Sol11 più cattivo della storia della musica e più tagliente di un rasoio Gilette, si dice che all'epoca a diversi ascoltatori sanguinassero le orecchie non appena messa la puntina sull'LP. Questo movimentato brano di Lennon si fa apprezzare anche per la splendida prova vocale del suo autore, che però non arrivando ai punti vocalmente troppo impervi decise di lasciare questo compito al più dotato (di estensione) McCartney, Starr scampanaccia da par suo e Harrison fa sfoggio della sua nuova "bambina" con un bel solo - Spigliata

I Should Have Known Better
Questo folk adolescenziale di Lennon si lascia ascoltare con un sorriso, il solo di armonica è ammaliante ma ormai fin troppo abusata dai nostri, il pezzo è dolce e canticchiabile ma soprattutto ha il pregio di non durare molto - Naif

If I Fell
La nonna di "Girl", Lennon si mette a nudo in una delle sue prove compositive armonicamente più interessanti, la canzone dopo due brevi strofe entra in una voragine di ritornelli infiniti cantati in coppia dai due autori, per poi scivolare in alcuni splendidi bridge conditi da deliziose armonie vocali, anche questo pezzo potrebbe facilmente annoiare e invece ti lascia soddisfatto - Richiesta disperata

I'm Happy Just to Dance With You
John e Paul decidono di regalare questo ingenuo rock and roll alla flebile voce di George Harrison, che in questo caso sembra quasi voler imitare il proprio fratellone (Lennon), il pezzo scivola via senza lasciare rimpianti - Danzereccio

And I Love Her
In tutto questo calderone Lennoniano ci si domanda: e Paul??? era impegnato a comporre questa immortale ballata, una delle melodie più belle mai uscite dalla sua penna, l'arrangiamento acustico è per l'epoca una delle prove di studio migliori mai realizzate, il cambio semitonale sullo splendido assolo di Harrison è semplicemente sublime, semplice, ma entra nel cuore - Latineggiante

Tell Me Why
Torna Lennon con questo gradevole (ma liricamente un pò triste) boogie tipico degli anni '60, non un pezzo epocale, ma si lascia cantare con notevole trasporto - Scanzonatamente malinconica

Can't Buy Me Love
Si dice che i Beatles per questo pezzo avessero in mente un approccio più rozzamente blues, George Martin fiuta il successo e li convince ad arrangiare il tutto nel loro solito stile pop, iniziando la canzone col ritornello anzichè con la strofa, il risultato è un successo mondiale ma soprattutto uno splendido pezzo in cui spicca una prova vocale maiuscola di McCartney, saltellante, ironica, come non ricordare il film in cui i nostri quattro eroi giocano e si rincorrono sulle note di questo pezzo? - Furbetti

Any Time At All
Un altro filler ad opera di Lennon, ma il brano non è malvagio, e pur vantando una progressione armonica già fin troppo abusata dai nostri, si lascia ascoltare con un sorriso, un pò "It won't be long" un pò ingenua e scanzonata, la canzone raggiunge l'apice nel sorprendente solo piano-chitarra, prima di terminare tranquillamente nel ritornello - Mestiere

I'll Cry Instead
Un country ancora ad opera di Lennon (ma quanto ha scritto per questo disco?), sarebbe potuta essere perfetta per la voce Ringo ma i Beatles in quest'album non gli lasciarono neanche le briciole - Perfidi

Things We Said Today
Questo splendido pezzo ad opera di McCartney a quanto si dice parla della sua relazione tempestosa con Jane Asher, il pezzo è ispirato, delle cupe strofe in minore si alternano con un ritornello sorprendentemente in maggiore, il ritmo è serrato, non ci sono passaggi morti e McCartney pur scrivendo poco per quest'album si dimostra in ottima forma compositiva - Matura

When I Get Home
Una sorta di "A Hard Day's Night" parte II, stesso tema, stessa spigliatezza ma non ne raggiunge nè l'ispirazione nè l'impatto, anzi, il pezzo risulta ripetitivo e prolisso - Passo falso

You Can't Do That
Tutt'altro discorso per questa sorta di proto "hard rock", un pezzo così potente nel 1964 solo i Beatles potevano inventarlo, la canzone parte con un arpeggio ammaliante e si snoda in una serie di accordi maggiori di settima prima di parare sul minore per l'ispiratissimo ritornello, un Lennon velenoso che qui ci regala una delle sue prove vocali migliori - Scintillante

I'll Be Back
La sorpresa finale è questo semplice ma efficace pezzo di Lennon (ancora?) il bridge è struggente ed efficace, la prova vocale è maiuscola come in tutto il resto dell'album e l'arrangiamento non è privo di spunti interessanti - Particolare


In definitiva: un buonissimo disco interamente originale ma che in qualche pezzo forse poteva essere più incisivo, si riscatta con delle perle immortali e qualche filler che meritava gloria maggiore.

Voto definitivo: 7.5
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Re: #05 Mar2011 / A Hard Day's Night - The Beatles

Messaggioda MrTwoOfUs » mercoledì 18/01/2012 12:31:39

Questo è un album epocale. Magari non tanto per la qualità delle canzoni, peraltro piuttosto elevata, ma perchè qui nasce il fenomeno beat. Il beat che imperverserà per almeno 4 o 5 anni, fino all'avvento della "next big thing" nel 1967, quando gli verrà data una spallata decisiva da parte di chi lo aveva praticamente inventato. Chi? Ma i Beatles, naturalmente. Tutti per Uno, il film, darà luogo a un altro fenomeno che impazzerà in Italia per anni, quello delle pellicole musicali con protagonista la star del momento. Il "musicarello", famigerato oggetto di culto grazie al quale oggi è possibile godere cercando di non schiattare di risate, davanti a improbabili storielle con Morandi, Caselli, Patty Pravo, Don Backy, Bobby Solo, Celentano e Little Tony. E che dire delle cover? I gruppi beat e i cantanti dell'epoca saccheggiavano il repertorio dei mostri sacri, riproponendoceli in salsa nostrana. Io ho avuto la fortuna di parlare con Maurizio Vandelli dell'Equipe 84 e tempo fa anche con il grande Augusto Daolio dei Nomadi: all'epoca, 1963 o 1964, in Italia veniva captato a malapena, e solo a tarda ora, il segnale di Radio Lussemburgo, l'unica radio che trasmetteva hit e cose meno conosciute da oltre manica e oltre oceano. I nostri gruppi beat trascrivevano frettolosamente accordi e testi, che poi venivano riadattati e tradotti in italiano con frasi più o meno assonanti all'originale. Così nacquero ad esempio La Fine del Libro e Rendimi Tutto dell'Equipe (rispettivamente Time is on my side e Tell me degli Stones). Poi di corsa ad incidere, prima che il brano venisse rubato da qualche altro. Naturalmente i Beatles non scamparono a questi pseudo-furtarelli. Il mondo delle cover beat (però rigorosamente del periodo beat) riserva molte sorpese: esistono studiosi e collezionisti disposti a pagare a peso d'oro questa roba. Forse ci vorrebbe un Topic a parte, e mi sa che lo apro (sarà un altro dei miei "interessantissimi" argomenti relativi ai dintorni del Beatles...). Poi magari ne riparliamo là, ma sapeste che spasso c'è a risentire certe cose. Ovviamente io sono riuscito a procurarmi tutte le cover dei Beatles, e anche quelle dei Rolling e di Dylan. Per esempio: per tornare all'album in oggetto, avete presente I'll Be Back, quando dice "'cos I told once before goodbye...". Ebbene, da noi diventò "Cos'hai" e ad inciderla sapete chi fu? Il caro immarcescibile Giambelli, col roboante nome d'arte Rolando I°!
Ma torniamo a noi. Lennon e Macca decidono di far tutto da soli e lasciano cantare a George appena un brano, peraltro scritto da loro, creando l'unico album di tutta la discografia interamente firmato Lennon-McCartney. Il disco si apre col più famoso Sol della storia, secondo come fama solo al Mi finale di A Day in the Life. Oggi mi piace ascoltare di più i brani secondari, tipo Anytime at all o I'll cry instead, ma i capolavori per me restano I'll Be Back, Things we said today e If I Fell. Una curiosità: in When I Get Home John, per dire alla sua ragazza "ti amerò fino a notte inoltrata", usa la metafora "ti amerò fino a quando le mucche tornano a casa". Uno dice ma perchè, a Liverpool a che ora rincasano le mucche? E' che lì le cows sono certe donnacce che hanno l'abitudine di tirar tardi, le stesse che da noi qualche maleducato privo di tatto chiama ancora vacche... :D
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Re: #05 Mar2011 / A Hard Day's Night - The Beatles

Messaggioda segretario_90 » mercoledì 18/01/2012 17:56:16

Ecco, mi ero sempre chiesto che cacchio c'entrassero le mucche. Ma poi, Esimio, con tutte le cose che sa, minimo minimo su questo argomento ci deve tirare fuori il Suo prossimo libro!
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Re: #05 Mar2011 / A Hard Day's Night - The Beatles

Messaggioda MrTwoOfUs » mercoledì 18/01/2012 18:40:51

segretario_90 ha scritto:Ecco, mi ero sempre chiesto che cacchio c'entrassero le mucche. Ma poi, Esimio, con tutte le cose che sa, minimo minimo su questo argomento ci deve tirare fuori il Suo prossimo libro!

Un libro sulle mucche? O cosa mi dice, Segretario?!
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Re: #05 Mar2011 / A Hard Day's Night - The Beatles

Messaggioda Mackenzie » giovedì 19/01/2012 07:39:14

MrTwoOfUs ha scritto: Per esempio: per tornare all'album in oggetto, avete presente I'll Be Back, quando dice "'cos I told once before goodbye...". Ebbene, da noi diventò "Cos'hai" e ad inciderla sapete chi fu? Il caro immarcescibile Giambelli, col roboante nome d'arte Rolando I°!


E di questi che mi dici? http://shampoobeatles.blogspot.com/ Ci sono alcune perle tipo "Si 'e Llave Tu" (She Loves You), che non si battono... :D
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Re: #05 Mar2011 / A Hard Day's Night - The Beatles

Messaggioda MrTwoOfUs » giovedì 19/01/2012 09:41:25

Mackenzie ha scritto:
MrTwoOfUs ha scritto: Per esempio: per tornare all'album in oggetto, avete presente I'll Be Back, quando dice "'cos I told once before goodbye...". Ebbene, da noi diventò "Cos'hai" e ad inciderla sapete chi fu? Il caro immarcescibile Giambelli, col roboante nome d'arte Rolando I°!


E di questi che mi dici? http://shampoobeatles.blogspot.com/ Ci sono alcune perle tipo "Si 'e Llave Tu" (She Loves You), che non si battono... :D

Bè, gli Shampoo sono un'altra storia. Loro sono praticamente gli inventori della "Tribute-Band" come la si intende oggi. Erano geniali. All'epoca comprai l'LP, il 45 giri Obbì lloco Obbì llann (Obladì Obladà tradotto come "eccolo là eccolo qua" per chi non legge il napoletano) e poi anche il cd; oggi pare che vogliano tornare con un nuovo disco e su youtube girano diversi pezzi nuovi. Nacquero per scherzo, alla vigilia di una partita di calcio tra Napoli e Liverpool. Tra i titoli più spassosi c'erano Peppe (Help), 'E Zizze (Day Tripper), Chisto è o' Scià (Twist & Shout), N'omme 'e niente (Nowhere Man), So' fesso (No Reply) e che guaio si tu (Please please me), dove al posto di "come on come on" dicono C'o nonno e a' nonna, maronna maronna!
Il disco si chiamava In Naples 80-81, al posto della mela c'era un pomodoro, le esecuzioni erano perfette e le traduzioni erano esilaranti.
Le cover beat invece sono quelle strettamente legate al fenomeno degli anni 60
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