#04 Feb2011 / JL Plastic Ono Band - John Lennon

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#04 Feb2011 / JL Plastic Ono Band - John Lennon

Messaggioda Mod XXII » lunedì 31/01/2011 10:25:47

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Re: #04 Feb2011 / JL Plastic Ono Band - John Lennon

Messaggioda HarryBudiniFan » lunedì 31/01/2011 22:50:38

come dicevo anche in questo messaggio, plastic ono band è il miglior album di lennon, quello che preferisco della sua discografia solista, nonchè uno dei migliori album ever.
anch'esso, come mccartney, è scarno, disadorno e anti-beatlesiano, ma - con l'ausilio di phil spector - registrato in modo più vivido e professionale, pur non mancando peculiari rozzezze.
le forme sono più compiute, ma comunque anticonvenzionali, e compare anche qui un brano breve ed abbozzato quale è my mummy's dead.
al contrario di mccartney '70, i suoi umori non sono latenti e impliciti, ma urlati, sbandierati a strattoni. quanto quest'ultimo è dimesso e schivo, tanto plastic ono band è esplicito e comunicativo.
le canzoni riguardano il trauma personale di lennon nel rapporto con i genitori, elaborato nel contesto sociale.
plastic ono band non è un album in cui lennon parla semplicemente di sè stesso, bensì un album in cui personale e sociale si compenetrano - arrivando al politico.
se è vero che "mother, i never had you" e "father, you didn't need me" (personale) è anche vero che "as soon as you're born, they make you feel small" (sociale). la negligenza dei genitori nei suoi confronti, quindi, viene proiettata nell'ambito di un mondo disumano, che tende a modellare l'individuo e a farne una rotellina ubbidiente al proprio meccanismo, stordito da religione e televisione, nonchè dalla religione della televisione. lennon legge la società come una struttura classista e iniqua, che va cambiata: "just a boy and little girl (lui e yoko)/trying to change the whole wide world".
ma prima di tutto prende coscienza di sè e dei propri traumi, identificando la religione, la droga, la mitologia del rock, il misticismo hippie e quant'altro come tentativi di fuga dalla realtà della propria esperienza. i traumi vanno affrontati per quello che sono, resi coscienti e sfogati, per riprendere il controllo della propria psiche ("now that i found out, i know i can cry"). uscendo dal sogno e dall'illusione, lennon riconosce anche la fine dei beatles, e la falsità di quel mito ("i don't believe in beatles" "i was the walrus, but now i'm reborn - i was the dream's wiper, but now i'm john - the dream is over").
la sua identità ora, in realtà, è data dal suo rapporto con yoko ("love is you, you and me/love is knowing we can be" "i just believe in me, yoko and me, and that's reality" "look at me - what am i supposed to be?") - c'è da chiedersi, non era una contraddizione, dato che il rapporto sembrava sfociare nella dipendenza?
ad ogni modo l'album sancisce veementente il nuovo lennon, che considera le ballate e il soft rock alla paul come mera musica mercantile, parte integrante del mondo che sta aggredendo, e vede invece nella propria le possibilità di un mezzo di massa che può supportare un cambiamento sociale. una volta affrontati e resi coscienti i conflitti personali, fin nelle loro connessioni con la struttura circostante, quindi, diventa dominante l'impegno politico, che però scemerà fino a sparire completamente dopo some time in new york city.

musicalmente è un album non solo disadorno, ma proprio spoglio, che aborrisce ogni artificio ed edulcorazione a favore di una essenzialità spesso brutale, che vada all'osso delle cose, come i testi lessicamente elementari e concreti, e sono ossa alquanto spigolose.
egregia e caratteristica la chitarra dal suono nero di lennon, grave, greve e rauca - e gonfia di veleno da spillare. così come la voce, che va dall'atarassico malinconico al furioso disarticolato - e comprende alcune delle sue migliori esecuzioni.
le strutture dei brani tendono verso il ripetitivo, con improvvisi scatti furiosi o dolenti, esplosioni, inusuali avvicinamenti e allontanamenti, anche qui evitando l'edulcorazione con ritornelli forzati, variazioni schematiche - ma piegando la materia prima del rock secondo le esigenze espressive. scaracchiagli in faccia:
8,5.
Ultima modifica di HarryBudiniFan il giovedì 03/02/2011 14:17:00, modificato 3 volte in totale.
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Re: #04 Feb2011 / JL Plastic Ono Band - John Lennon

Messaggioda segretario_90 » martedì 01/02/2011 17:08:37

Che recensione della Madonna. Ti amo, Budini.

Dopo questa doverosa premessa, il mio contributo.

Altra premessa: quando lessi gli abbinamenti degli album, e vidi che questo e il secondo dei Beatles erano insieme, ho pensato "miiih, che abbinamento!". Importante notazione: io mi sono ripromesso, per quanto possibile, di ascoltare gli album uno via l'altro, senza soluzione di continuità, fuori il primo dentro il secondo, ouh yeah! Così feci con il primo abbinamento, e così feci anche ieri sera. E' stato come passare da un party a un party con la famiglia Addams.

Già l'inizio è raggelante: cinque funebri rintocchi segnano l'inizio di Mother, urlo disperato nel quale viene affrontato il trauma originario: i suoi genitori non lo volevano. Hold On è la pausa gradita e rasserenante (ma durante il break strumentale dice "cocaine"?!), I Found Out un urlo segnato da una chitarra ritmica/solista dura e incalzante, Working Class Hero è un pezzo acustico e parlato, che a me ha ricordato sempre Bob Dylan, Isolation e Remember seguono il paradigma generale del disco, Love è una delicatissima canzone d'amore, che contrasta con l'atmosfera del resto, Well Well Well è il suo contrario, perché parla di amore carnale, Look At Me risale ai tempi del White Album (unico ripescaggio in un album composto tutto di getto), God è probabilmente il mio pezzo preferito dell'album (anch'esso dylaniano), e My Mummy's Dead chiude dove si era cominciato.

Notazione generale: anch'io penso come Budini (sono sempre più preoccupato) che questo sia il suo migliore album solista, se non il migliore di qualsiasi Beatle solista. Duro, grezzo, immediato, le canzoni hanno una struttura semplice e ripetitiva, gli arrangiamenti sono spogli e disadorni (vogliamo menzionare la batteria del buon vecchio Ritchie? secca e incalzante), le prove vocali semplicemente urlate, non lasciano tregua, quella voce mi martella la testa! Mi ricorda un po' Leadbelly. E' certo il suo album più coerente, sincero, compatto (caratteristiche che mancano al suo successore, e anche agli altri album). Non tutto è irrinunciabile, l'album nel suo insieme sì.
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Re: #04 Feb2011 / JL Plastic Ono Band - John Lennon

Messaggioda HarryBudiniFan » martedì 01/02/2011 17:17:00

dice "cookie".

preoccupati ulteriormente: anche a per me working class hero è praticamente dylan, e well well well parla di "amore carnale" (e volevo anche scriverne, ma mi sono dimenticato).

concordo anche che è "il suo album più coerente, sincero, compatto (caratteristiche che mancano al suo successore,".

ma, rassicurati, siamo notevolmente dissonanti su mccartney '70.
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Re: #04 Feb2011 / JL Plastic Ono Band - John Lennon

Messaggioda Cristiano » martedì 01/02/2011 22:19:51

La premessa doverosa: questo NON è il mio album preferito di uno degli ex Beatles, e neppure il mio preferito della discografia lennoniana.

Che sia il più personale e sofferto non lo si può oggettivamente mettere in discussione, e forse una delle chiavi di lettura del successo di critica che lo ha contraddistinto sin dal suo apparire nei negozi risiede proprio nell'attrazione che esercita su una buona fetta di osservatori/ascoltatori, quella che predilige la scrittura personale ed il coinvolgimento emotivo-psicologico dell' artista nell'opera. In questo senso "Plastic Ono Band" ha pochi eguali: è un concentrato a tratti tetro e a tratti catartico delle paure interiori -in larga parte sino ad allora- inespresse di John Lennon, il tutto musicato nella maniera più scarna possibile .
Canzoni scheletricamente arrangiate in un disco di sofferenza e travaglio, con pochissimi e brevi istanti di leggerezza come Hold On, la già citata Look at Me ed il soffice brano dedicato all'amore, ossia Love.

Il resto è materiale denso, che non lascia quasi respirare l'ascoltatore.

Mother è un inizio raggelante, quasi da vecchio film horror, poi si libra carica di dolore in un cantato che è uno dei migliori in assoluto della carriera di Lennon.
Isolation offre una semplice ma interessante sequenza crescente di accordi al pianoforte, a cui fa da contrappunto un middle eight che smorza quel poco di serenità che la base ritmica tentava di suggerire: bello ad ogni modo il contrasto.

Remember invece offre una struttura opposta: una strofa urgente, carica di aspettativa e di tensione, che si scioglie in un ritornello prettamente made in Beatles (ed alquanto inaspettato, almeno secondo me).

Working Class Hero con i suoi "fucking" ed i suoi slogan alimenterà per decenni il mito del Lennon "eroe della classe lavoratrice". Peccato che dei quattro mop-tops di Liverpool, John fosse quello con meno cromosomi proletari...si faccia tranquillamente un breve confronto tra i luoghi che diedero i natali a Ringo e George e la villa prettamente middle-class di Mimi a Mendips.

L'apice del disco è ovviamente God, impreziosita dal pianoforte di Billy Preston, sofferta litania di (auto) denuncia. Qui Lennon sembra proprio convinto di ciò che canta, ed è questo che salva il tutto, oltre a fornire al disco il suo climax.

Insomma: mentre McCartney, per leccarsi le ferite post scioglimento, sceglie di giocare la carta del disimpegno e della improvvisazione musicale associata a testi che fanno di tutto per sviare l'attenzione dalla questione principale, Lennon focalizza la propria rabbia e il proprio disagio mettendo a nudo i propri traumi per poter distruggere il totem dei Beatles in modo diretto, come un pugno in faccia al mondo. In questo senso anche la base ritmica di Ringo e Voormann ha i suoi bravi meriti.

Assegno a POB un 7 complessivo, frutto del compromesso tra il 7,5 del giudizio artistico ed il 6,5 che avrei dovuto dargli perchè, non ho difficoltà ad ammetterlo, si tratta di un album che difficilmente riesco ad ascoltare tutto d'un fiato.
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Re: #04 Feb2011 / JL Plastic Ono Band - John Lennon

Messaggioda lucyinthesky63 » mercoledì 02/02/2011 21:29:38

eh, ma se ci fosse solo la (cito parole di Cristiano) "scrittura personale ed il coinvolgimento emotivo-psicologico dell' artista nell'opera"; non me ne farei una pippa di quest'album.
Anzi mi incavolerei pure perché se decido di ascoltare un disco io voglio che quello che ascolto mi piaccia, mi coinvolga, mi entusiami ....frega assai se è "sentito e sofferto"; se non mi piace non lo ascolto.
Però NON è (fortunatamente) il caso di questo disco. Perché questo disco è bello, fatto bene. Le canzoni mi piacciono un po' tutte, sono molto diverse l'una dall'altra, e pur previlegiando comunque un approccio "minimalista", contengono ottimi spunti e bellissime melodie.
Questo album non lo ascoltavo già da un po' di tempo ma il riascolto non mi ha delusa, anzi.
I brani che preferisco sono I found out, Look at me e Isolation.
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Re: #04 Feb2011 / JL Plastic Ono Band - John Lennon

Messaggioda Cristiano » mercoledì 02/02/2011 21:52:21

lucyinthesky63 ha scritto:eh, ma se ci fosse solo la (cito parole di Cristiano) "scrittura personale ed il coinvolgimento emotivo-psicologico dell' artista nell'opera"; non me ne farei una pippa di quest'album.
Anzi mi incavolerei pure perché se decido di ascoltare un disco io voglio che quello che ascolto mi piaccia, mi coinvolga, mi entusiami ....frega assai se è "sentito e sofferto"; se non mi piace non lo ascolto.


Certo non tutti quelli che amano un album come questo calibrano il proprio apprezzamento in base alla quantità di dolore e sofferenza, o disagio ecc che l'artista vi instilla . Ma una buona parte certamente si.


La mia era una semplice osservazione.
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Re: #04 Feb2011 / JL Plastic Ono Band - John Lennon

Messaggioda lucyinthesky63 » mercoledì 02/02/2011 22:02:55

ed io ho usato la tua osservazione per dire quello che pensavo. Perché parlando di quest'album tutti dicono "com'è sincero, com'è personale, com'è sofferto"; ma questo non basta per fare un gran album. Ci vuole che il materiale sia di prima qualità, se manca la materia prima, il resto è solo sovrastruttura. A volte questo viene dimenticato; ed è un male.
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Re: #04 Feb2011 / JL Plastic Ono Band - John Lennon

Messaggioda Desmond Jones » mercoledì 02/02/2011 23:30:50

Un disco nudo e crudo, a tratti monumentale.
Ma anche ripetitivo e noioso.
Sindrome Corazzara Potemkin evitata d'un soffio, meno male che è corto.

"E' f-a-n-t-a-s-t-i-c-o... bene, lo ascolto? ...Uhm, magari dopo, metto su gli Abba"

Non posso dire che God non sia imponente o che Mother non sia straziante o che Love non sia il sale su una ferita o che Working Class Hero sia un manifesto.
E questo voleva comunicare l'artista quando lo ha composto.
Solo che già alla seconda strofa le canzoni iniziano a stufare.
Figuriamoci al secondo ascolto.

Più che un disco, Plastic Ono Band è un evento.

Voto al primo ascolto o all'evento: 10
Voto come disco: 7
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Re: #04 Feb2011 / JL Plastic Ono Band - John Lennon

Messaggioda franco » giovedì 03/02/2011 00:01:33

Ho sempre considerato "Plastic Ono Band" un disco fatto su misura per lo stesso John e non per chi lo ascolta.
mi spiego: è un album molto terapeutico, molto introspettivo. Troppo.
Non mi coinvolge; sono i problemi di John e non c'è niente che riguardi la mia visione del "vivere".
Non metto in discussione il musicista, parliamo di John lennon e sappiamo tutti cosa ha scritto e fatto.
John è sempre stato un uomo drastico.
Un uomo netto. ovviamente cosi facendo si scopre mettendo a nudo se stesso.
E' da apprezzare, come è da apprezzare "McCartney 1" del compare Paul.
Trovo difficile ascoltare "Plastic Ono band".
Lo considero pesante, mi fa venire l'angoscia (my mummy's dead/Mother)
Mi fa ridere a crepapelle (working class hero.....ma per favore, è la "Freedom" di lennon)
"Love" fa tristezza, ma qui per me non è il vero John, è il suo sosia....
Le altre canzoni sono ben suonate e cantate, ma rispetto ai canoni Lennoniani sono fuffa ordinaria.
Un nulla rispetto a "All thing must pass", per me ovviamente.
Per me il vero John è quello di "Mind games".
Voto : 6 e 1/2
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Re: #04 Feb2011 / JL Plastic Ono Band - John Lennon

Messaggioda HarryBudiniFan » giovedì 03/02/2011 00:07:06

beh, 'nsomma, working class hero è "un po'" più articolata liricamente di una freedom, e meno banale musicalmente (un polveroso folk finger-pickato) - poi ovviamente lennon che, nella sua incarnazione del momento, si propone come working class hero fa un po' sorridere, ammesso lo stia facendo.
se vogliamo trovare le freedom di lennon, credo sia più indicato guardare la tracklist di some time in new york city.

mentre non mi è ben chiaro cosa intendi con l'osservazione su love.
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Re: #04 Feb2011 / JL Plastic Ono Band - John Lennon

Messaggioda franco » giovedì 03/02/2011 07:08:59

"Love" è solo uno sfogo messo in musica, a parte la prima strofa, ripetuta 2 volte.
Io non credo a questo, non credo a quello; queste cose mi fanno sorridere; molto puerile.
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Re: #04 Feb2011 / JL Plastic Ono Band - John Lennon

Messaggioda Desmond Jones » giovedì 03/02/2011 07:11:31

Parli di God?
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Re: #04 Feb2011 / JL Plastic Ono Band - John Lennon

Messaggioda franco » giovedì 03/02/2011 07:57:10

Si scusa, mi sono confuso.
Volevo scrivere di God ma avevo in mente Love.
Non mi sono mai piaciute le canzoni con le frasi rovescie; sono una bella trovata , ma le trovo banali.
dio è bello, bello è Dio; L'amore è vita, vita è amore, ste cose qui mi fanno sorridere.
Certo, God è uno sfogo e nient'altro.
Anche lui non ci credeva: Io non credo ai Beatles, ma continuava a collezionare bootleg beatlesiani , non credeva in gesu, e dopo poco ti sforna merry Xmas.......e via soldi.....
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Re: #04 Feb2011 / JL Plastic Ono Band - John Lennon

Messaggioda HarryBudiniFan » giovedì 03/02/2011 10:37:36

il testo di love non è mai piaciuto nemmeno a me. è automatico. qualsiasi cosa è amore, amore è qualsiasi cosa.
alla fine ho concluso che l'importante del brano è il feeling tra musica e cantato - per quanto un predominio del significante sul significato non è quello che ci si aspetterebbe da lennon.

per quanto riguarda l' "ateismo" di god al riguardo di qualsiasi cosa, non è un mero sfogo, i say, ha un significato ben specifico e molto personale - riguardo il rendersi indipendente da mitologie e illusioni in cui si è rifugiato in passato, per non, diciamo banalmente, affrontare sè stesso e la propria insicurezza e quant'altro.
Ultima modifica di HarryBudiniFan il giovedì 03/02/2011 10:39:30, modificato 1 volta in totale.
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