Recensione "Ringo" - Qui Giovani - Gennaio 1974

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Recensione "Ringo" - Qui Giovani - Gennaio 1974

Messaggioda franco » sabato 06/07/2013 11:53:22

di Daniele Caroli,

Diciamoci la verità: da qualche anno siamo cosi presi nella ricerca delle sonorità inedite, dell' "impegno" dell'innovazione, del significato recondito ( in nome di un progresso della musica che non si sa bene da dove parta e a cosa porti) che cominciamo a disabituarci al gusto delle cose semplici e familiari; tant'è vero che anche il disco spontaneo e immediato che ci piace, deve però avere in sè qualcosa d'inconsueto, che superi certi schemi.
Di questi grossi problemi della critica, Ringo Starr si disinteressa completamente.
Nei suoi precedenti album si era immerso nel mondo della canzone americana tradizionale (Sentimental journey) e in quello del country (Beaucoup of blues) con risultati a dir poco deludenti; ovvio, perchè s'era azzardato ad affrontare esperienze che non poteva comprendere appieno.
Con "Ringo" , l'ex batterista dei beatles torna all'ovile e, "con un pò di aiuto dagli amici", ci offre un prodotto ben più convincente: proprio perchè intorno a lui s'è creata per un attimo l'atmosfera del mito del "quartetto di Liverpool": e il buon Ringo torna quello di una volta, quello "brutto ma simpatico" che fece sognare milioni di ragazzine con la sua spontaneità e la sua ingenuità.
L'album non è affatto un capolavoro, ma è divertente: Ringo dimostra una volta di più di non saper cantare, ma cosa importa?
Pezzi come "I'm the greatest" (Lennon), "Have you seen my baby" (Newman), "Sunshine Life for me" (Harrison) e "Step lightly" dello stesso Ringo sono così piacevoli, rilassanti, e cosi tranquillamente "vecchi", "triti", "risaputi", che ascoltarli non può che farci sorridere: gran cosa, in un periodo di "austerity" come questo.
Le strumentazioni sono sempre ottime: tra gli "ospiti", d'altronde, figura gente con una certa esperienza (lennon, Harrison, Voorman, Preston, keltner, Bolan, Hopkins, quattro elementi della "Band", Bromberg, Nillson, McCartney, Martha Reeves, steve Cropper); avrebbero potuto fare di più, certo.
ma questo è il disco di Ringo, e sarebbe stata una cattiveria rovinargli la festa; il produttore Richard perry, abile e astuto, l'ha capito bene e l'ha tenuto sempre presente.
Tra gli altri brani, figura un divertente pezzo degli anni '50 " You're sixteen" , ben riuscito; meno interessanti "Photograph", "oh my my", "Six o clock", "Devil woman" e "You and me" di George Harrison e Mal Evans (notevole comunque il testo di quest'ultima).
Nel disco, un libretto con testi e belle litografie di klaus Voorman.
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Re: Recensione "Ringo" - Qui Giovani - Gennaio 1974

Messaggioda MrTwoOfUs » sabato 06/07/2013 12:43:16

Recensione onesta, nulla da dire.
Quest'apertura, se si pensa che è stata scritta nel 1973, è illuminante: Diciamoci la verità: da qualche anno siamo cosi presi nella ricerca delle sonorità inedite, dell' "impegno" dell'innovazione, del significato recondito ( in nome di un progresso della musica che non si sa bene da dove parta e a cosa porti) che cominciamo a disabituarci al gusto delle cose semplici e familiari; tant'è vero che anche il disco spontaneo e immediato che ci piace, deve però avere in sè qualcosa d'inconsueto, che superi certi schemi.

Il riferimento all'austerity di quegli anni, quando la domenica non si poteva uscire in auto (!) è allo stesso tempo nostalgica e attuale.

Non mi trovo invece qui: Ringo dimostra una volta di più di non saper cantare... è assolutamente falso: non è vero che Ringo non sa cantare, è che ha una voce bruttina, e con quella voce è impossibile fare di più; dunque sa cantare e conosce i suoi limiti e pure alcuni trucchi.
e non sono d'accordo neanche qui: meno interessanti "Photograph", "oh my my", "Six o clock", "Devil woman" e "You and me" di George Harrison e Mal Evans. Photograph, Six O'clock e You and me sono per me le tre cose migliori del disco.
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Re: Recensione "Ringo" - Qui Giovani - Gennaio 1974

Messaggioda HarryBudiniFan » sabato 06/07/2013 12:57:58

ringo fino ad ora ha ricevuto la recensione più positiva, fantastico.
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Re: Recensione "Ringo" - Qui Giovani - Gennaio 1974

Messaggioda Cristiano » sabato 06/07/2013 13:18:22

E il bello è che se la merita !
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Re: Recensione "Ringo" - Qui Giovani - Gennaio 1974

Messaggioda revolver66 » domenica 07/07/2013 08:41:37

le aspettative nei confronti dei dischi dei four erano allora altissime. i loro dischi come pare George abbia detto a John avevano un destino critico segnato. ricordo una rece su ciao2001 di living in the material world-non la trovo - in cui si critica la brevità degli assoli! il rock era cambiato e i fabs venivano gia visti come retrò. diventeranno dei classici nella considerazione generale solo anni doppo la morte di JOhn, verso la fine degli anni 80. diciamo con CLoud nine, Flowers in the dirt e il ritorno di Ringo sulle scene
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