THE COMMUNIST - i testi solisti di Lennon.

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THE COMMUNIST - i testi solisti di Lennon.

Messaggioda HarryBudiniFan » lunedì 28/10/2013 21:47:35

topic sui testi solisti di lennon, in cui personalmente esaminerò ogni album da questa prospettiva - e in cui possono farlo anche gli altri, del resto.
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Re: THE COMMUNIST - i testi solisti di Lennon.

Messaggioda HarryBudiniFan » martedì 29/10/2013 01:12:40

John Lennon / Plastic Ono Band part I [testi]

allora, allora. plastic ono band è un album che abbisogna [o anche no] di una piccola introduzione, in quanto i suoi testi sono sottilmente e meno sottilmente interesecati tra di loro, e funzionano in diversi modi: lungi dall'essere un mero disco di confessione brutale e intimista, è in realtà notevolmente politico ed è pubblico quanto privato - ed esplicito nell'essere tutto ciò: ripetutamente lennon si rivolge all'ascoltatore, o al mondo, o a terzi potenzialmenet in ascolto - comunicando direttamente. ogni elemento contenutistico dell'album è infatti concreto riferimento alla realtà - non un mondo pop a parte, storie variopinte da pepperland, silly love songs o altro. il linguaggio è nudo e spigoloso: ogni cosa ha il suo nome, e il suo nome è quello che il mondo utilizza per definirlo, non quello del poeta che sogna e trasfigura. pubblico e privato inoltre non sono aspetti diversi e separati, ma che si intrecciano dialetticamente, e quindi politicamente. e in quanto ciò, lennon non canta in quanto cantante, ma in quanto persona reale che canta, e parla delle sue conoscenze ed esperienze reali.
e quindi parla anche di john & yoko, così come aveva iniziato a fare esplicitamente già nei beatles con the ballad of john & yoko. l'io delle canzoni non è quindi astraibile dall'io del cantante come persona reale che parla della realtà. e in questo caso il (non)cantante parla di sè stesso nel contesto di una realtà più vasta. si parte da fatti estremamente privati: ma subito, dalla seconda canzone, ma soprattutto dalla terza: la visuale si apre e poi si spalanca, e quei fatti estremamente privati, smettono di essere un fatto meramente privato, e assumono nuovi significati nel più ampio contesto: quello socio-economico.

mother
come detto, il linguaggio è diretto e privo di orpelli o arzigogoli - scarnificato e ossuto e materiale, il voluto ed esatto opposto di una lucy in the sky with diamonds o di una across the universe. il testo parla di traumi psicologici relazionali dell'io della canzone [quindi indubitabilmente lennon] causati dai genitori. nella prima strofa la madre e nella seconda il padre. ma alla terza strofa lennon già alza lo sguardo e si rivolge a terzi: "children don't do what i have done / i couldn't walk so i tried to run" - la coda è affidata a urla rivolte a madre e padre, contenutisticamente, formalmente ed emotivamente regresse allo stato/alla condizione del trauma infantile.

hold on
affrontato il proprio trauma infantile nella prima canzone, lennon esorta sè stesso a farsi forza e a continuare a vivere nella prima strofa, l'esortazione viene rivolta a yoko nella seconda strofa - e nella terza strofa, così come nella terza strofa di mother, si rivolge all'esterno del circolo della propria intimità e dei propri intimi - e questa volta la comunicazione non è rivolta ai soli bambini, ma al mondo: comincia la contestualizzazione. non solo, implicitamente l'esortazione verso l'esterno riconosce realisticamente la relatività della propria sofferenza personale, dimostrando coscienza di quella esterna, addirittura di quella mondiale. la sua sofferenza personale è solo una delle tante che costituiscono quella del mondo. conosciamo il trauma di lennon, possiamo immaginare qualche altro trauma personale/relazionale per yoko, ma qual è il trauma del mondo? ce lo dice la terza canzone.

working class hero
e la risposta è: il trauma del mondo, o meglio dei suoi abitanti, è quello di vivere in un mondo [ovvero società] per così dire disumano e disumanizzante:

There's room at the top they're telling you still
but first you must learn how to smile as you kill
if you want to be like the folks on the hill


è una società piramidale [o collinare] in cui quel che conta è arrivare in cima, e per farlo occorre perdere qualsiasi scrupolo ed empatia: you must learn to smike as you kill.

cosa significa più specificamente ce lo indica un altro verso:

"Keep you doped with religion and sex and T.V.
and you think you're so clever and classless and free
but you're still fucking peasants as far as I can see"


come da grassettato, è una società classista - in cui quindi la convergenza, lo struggle, è quello di entrare nelle classi superiori, o di preservare la propria ubicazione in esse - o, ripetendo nuovamente la strofa di prima:

There's room at the top they're telling you still
but first you must learn how to smile as you kill
if you want to be like the folks on the hill


(formulazione che oltretutto risuona sinistramente di echi bellici)

la conquista della hill è quindi imprescindibile dall' "uccidere": in essa è inevitabile quindi in qualche forma la violenza su altri, ovvero, particolarmente, sulle classi inferiori, ma non solo.

ecco quindi che lennon - in realtà nella prima strofa - fa rientrare la sue esperienza privata in quella del contesto socio-economico disumanizzante:

"As soon as you're born they make you feel small
by giving you no time instead of it all

Till the pain is so big you feel nothing at all"


e possiamo confrontare quel grassettato con i passaggi della prima canzone, mother:

"mother, you had me
but i never had you"

"father, you left me
but i never left you"

in questo modo - a torto o a ragione - lennon universalizza la propria esperienza per comprendere il mondo, o per darle un significato nel contesto del mondo.

il resto della canzone, proseguendo dalla nascita, attraverso la scuola, la quotidianità, il lavoro e la carriera descrive una normalità inconsapevolmente assurda e degradata,
dalla crudeltà reciproca plasmata da un'organizzazione sociale che non è classless.

tra una strofa e l'altra lennon sembra proporre come soluzione il diventare "eroi della working class" - ovvero, immagino, riconoscere la propria appartenenza alla classe sfruttata
e repressa - e agire in qualche modo di conseguenza: ma di ciò non si parla. come se non bastasse, lennon sembra proporsi come guida in questo senso.

si nota spesso come lennon non fosse poi così working class [parlando dell'ambiente in cui è cresciuto, al di là del suo successivo diventare un privilegiato milionario], ma, a leggere le interviste, di certo emerge che nondimeno lui si considerava più tale che altro, e di certo in questa classe si identificava.

nella prossima puntata, si prosegue con i found out, altro testo fondamentale di questo concept album involontario.
Ultima modifica di HarryBudiniFan il mercoledì 30/10/2013 13:41:28, modificato 3 volte in totale.
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Re: THE COMMUNIST - i testi solisti di Lennon.

Messaggioda MrTwoOfUs » mercoledì 30/10/2013 12:23:16

Ma perchè The Communist? Mica sono tutti testi politici...
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Re: THE COMMUNIST - i testi solisti di Lennon.

Messaggioda MrTwoOfUs » mercoledì 30/10/2013 12:32:46

Appena letto. Inappuntabile: una delle analisi più sottili e precise mai lette a proposito di un disco. E Harry sarebbe un mccartneiano? :mrgreen:
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Re: THE COMMUNIST - i testi solisti di Lennon.

Messaggioda HarryBudiniFan » mercoledì 30/10/2013 13:31:38

MrTwoOfUs ha scritto:Ma perchè The Communist? Mica sono tutti testi politici...


vabbeh, ma nemmeno tutti quelli di mccartney sono orrorifici. o no?

MrTwoOfUs ha scritto:Appena letto. Inappuntabile: una delle analisi più sottili e precise mai lette a proposito di un disco. E Harry sarebbe un mccartneiano? :mrgreen:


grazie. non mi pare comunque il caso di mettere in discussione la mia copertura davanti a tutti.
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Re: THE COMMUNIST - i testi solisti di Lennon.

Messaggioda MrTwoOfUs » mercoledì 30/10/2013 13:37:40

HarryBudiniFan ha scritto:
MrTwoOfUs ha scritto:Ma perchè The Communist? Mica sono tutti testi politici...


vabbeh, ma nemmeno tutti quelli di mccartney sono orrorifici. o no?

Assolutamente no.

HarryBudiniFan ha scritto:
MrTwoOfUs ha scritto:Appena letto. Inappuntabile: una delle analisi più sottili e precise mai lette a proposito di un disco. E Harry sarebbe un mccartneiano? :mrgreen:


grazie. non mi pare comunque il caso di mettere in discussione la mia copertura davanti a tutti.

Ops, scusa. Stavo per rovinarti la reputazione...
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Re: THE COMMUNIST - i testi solisti di Lennon.

Messaggioda alifib » mercoledì 30/10/2013 16:55:25

Grandiosa recensione Harry!!!!! :lol: :lol: :lol: :lol:
Mi piace moltissimo quello che hai scritto!!!

... a parte le i minuscole, che non mi stanno simpatiche ... Deformazione professionale. :laughing6:
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Re: THE COMMUNIST - i testi solisti di Lennon.

Messaggioda HarryBudiniFan » mercoledì 30/10/2013 17:49:44

grazie. sono contento apprezzi la mia ortografia.
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Re: THE COMMUNIST - i testi solisti di Lennon.

Messaggioda rubbersoul » mercoledì 30/10/2013 18:26:52

Tanto di cappello, harry.
Sei un vero lennoniano. :thumbleft:
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Re: THE COMMUNIST - i testi solisti di Lennon.

Messaggioda alifib » mercoledì 30/10/2013 19:36:44

HarryBudiniFan ha scritto:grazie. sono contento apprezzi la mia ortografia.


Te n'è scappata una maiuscola, corri a correggerla!
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Re: THE COMMUNIST - i testi solisti di Lennon.

Messaggioda HarryBudiniFan » sabato 02/11/2013 03:18:41

John Lennon / Plastic Ono Band part II [testi]

i found out
dopo aver viaggiato nel passato a partire dal big bang traumatico, dall'esplosione emotiva primigenia che ha deturpato la psiche di lennon, attraversando poi le varie fasi di crescita e vita adulta, nell'interazione opprimente con un contesto sociale basato sulle differenziazioni classiste e sulla tensione verso il dominio, anche nella forma del successo. si giunge finalmente al presente con i found out.

Now that I showed you what I been through
Don't take nobody's word what you can do
There ain't no Jesus gonna come from the sky
Now that I found out I know I can cry


il presente è quindi caratterizzato dalla presa di coscienza di quanto vissuto fino a quel momento, descritto nelle canzoni precedenti, e del suo significato [anche nei ripetuti "i found out"], e di come ciò abbia debilitato il protagonista psichicamente ed emotivamente.
appare uno dei temi più rilevanti nell'album: la deità come illusione di rifugio, appoggio, complemento, sostegno per la propria debolezza, insicurezza, dolore. ma, per lennon, non c'è alcun gesù che scenderà dal cielo a sostenere e salvare. la religione quindi è solo una una soluzione immaginaria, una fuga difensiva dalla crudezza della realtà, che impedisce di affrontare la stessa - rimarca infatti più avanti nel testo:

Old Hare Krishna got nothing on you
Just keep you crazy with nothing to do
Keep you occupied with pie in the sky
There ain't no guru who can see through your eyes


ed estende il concetto dai paradisi religiosi a quelli artificiali [le droghe], nonchè alle divinità umane [paul] quindi i cantanti, ma in generale - in definitiva - qualsiasi cosa venga usato come fuga e stampella - concetti che appariranno particolarmente chiari alla fine del disco, in god:

I seen through junkies, I been through it all
I seen religion from Jesus to Paul
Don't let them fool you with dope and cocaine
No one can harm you, feel your own pain


se ci si chiede come si integri la poco chiara prima strofa in tutto ciò, ci viene in soccorso lennon stesso in un'intervista, spiegando che l'oggetto della sua rabbia erano gli hare krishna e simili che tentavano di intrufolarsi nella sua vita, coinvolgerlo: un attacco dunque che si integra con il concetto dell'inganno religioso esposto nelle strofe seguenti:
una consolazione immaginaria che impedisce di scoprire [i found out] i propri traumi per quello che sono, sperimentarli nel loro significato non mitigato, collocarli in un contesto sociale e, assimilato tutto ciò, agire quindi di conseguenza ["a working class hero is something to be"]

le liriche della canzone ci forniscono inoltre un altro pezzo del puzzle psicanalitico di lennon:

I heard something 'bout my Ma and my Pa
They didn't want me so they made me a sta
r


il sentirsi rifiutato/abbandonato dai genitori è ciò che l'ha spinto con particolare determinazione a cercare il riscatto, la compensazione emotiva, nel successo - per mascherare e colmare la propria mutilazione emotiva. ciò si lega al già citato verso di mother: "children, don't do what i've done / i couldn't walk so i tried to run"

segnaliamo infine l'apice poetico di lennon:

Some of you sitting there with your cock in your hand
Don't get you nowhere don't make you a man



isolation
isolation è una canzone più intimista, che sembra parlare della vulnerabilità di john&yoko in un mondo che percepiscono a loro ostile. il soggetto della canzone è infatti un "we", un "noi", e si può identificare come un "noi" non tanto collettivo/sociale, quanto intimo, di coppia, nel verso:

Just a boy and a little girl
Trying to change the whole wide world


chi altro sono il ragazzo e la ragazza che tentano di cambiare il mondo, se non john&yoko?

nonostante questa missione autoattribuitasi, l'interazione tra di loro e un mondo aggressivo, li spinge all'isolamento.

The world is just a little town
Everybody trying to put us down


We're afraid of everyone
Afraid of the sun


allo stesso tempo, lennon capisce la follia di chi lo/li attacca, definendo gli stessi aggressori vittime della follia, quella del mondo, descritta finora, possiamo dedurre:

l don't expect you to understand
After you've caused so much pain
But then again, you're not to blame
You're just a human,
A victim of the insane
.


nella canzone si avverte quindi questa tensione tra il desiderio di ritirarsi, proteggersi e allo stesso tempo la percezione che occorra fare qualcosa per il mondo, ovvero l'impegno sociale:

The sun will never disappear
But the world
May not have many years
Isolation.



remember
in remember ritornano i temi del senso di insicurezza infantile, dell'indiretta, o meno, pressione a partecipare alla competizione per il successo, che si lega ai concetti precedendi di conquistare/surrogare l'affetto dei genitori attraverso l'affetto del mondo [Remember your ma and pa /Just wishing for movie stardom], e della pazzia dello stesso mondo, o del mondo che fa impazzire, del farsi coraggio affrontando la realtà, e anche il passato. e, a sorpresa, nel finale, seguita da un'esplosione, lancia una frase che invita a ricordare il cinque novembre: ovvero il tentativo, nel 1605, di far saltare in aria la camera dei lord. ovvero, l'abbattimento del potere costituito. un suggerimento non poi così subliminale?


love
love per quel che mi concerne è il peggior testo di plastic ono band, nonchè un testo piuttosto fiacco e irritante, basato sul ripetitivo e insignificante giochetto di definire l'amore con una parola banale, e poi rovesciare la frase. vari versi emanano grande fragilità, e alla fine il love [in senso romantico] ne emerge come la condizione per essere in grado di esistere:

Love is you,
You and me,
Love is knowing we can be.


già qui viene il sospetto che lennon forse non si sia liberato poi di tutte le deità compensative.

è da notare, coerentemente con questa impressione, che una buona parte delle definizioni di cos'è love sono richieste, espressioni di bisogno di essere loved. mancano invece le espressioni attive ed empatiche.


well well well
dopo essere sprofondati nell'intimità romantica, questa intimità viene riproposta, ma in modo politico, carnale e, probabilmente, di implicita critica religiosa o morale.
si può rimanere facilmente smarriti nel sentir parlare di carnalità in questa canzone, giacchè non sembra esserci alcun esplicito discorso sul sesso o su atti sessuali, anche se la strofa esprime attrazione quantomeno amorosa:

I took my loved one out to dinner
So we could get
A bite to eat
And though we both
Had been much thinner
She looked so beautiful
l could eat her



ma bisogna considerare che "to eat" in slang è proprio il verbo utilizzato per indicare il sesso orale praticato su una donna: se poi notiamo che l'oggetto dell'appetito è "lei" - letteralmente "mangiarla" - è facile capire come sia tutt'altro che implausibile che qui non si stia parlando di una comune cena [i took my loved one out to dinner].

aggiungiamo che prima di arrivare al concetto di "mangiare lei" o "mangiarla", per qualche motivo lennon ci specifica che hanno avuto periodi di "maggior magrezza" e otteniamo un ulteriore indizio che probabimente si sta parlando di un diverso tipo di appetito rispetto a quello dello stomaco:

"nonostante ora sia ben pasciuto, ho voglia di mangiare yoko"

se leggiamo il testo da quest'angolazione, possiamo anche spiegare il senso del ritornello, che non si configurerebbe più come un utilizzo della parola "well" priva di contenuto, come una specie di intercalare, o semplicemente per dare un vocabolo alla parte vocale/musicale che lennon aveva in mente, ma esprimerebbe il piacere della consumazione, per così dire.

andando poi alla strofa successiva troviamo i nostri protagonisti che parlano di rivoluzione, e più specificamente anche di:

We talked of women's liberation
And how the hell we could get things done


della liberazione/emancipazione della donna. ovvero del suo essere affrancata dalla sua posizione sociale di implicita proprietà dell'uomo, di cui doveva essere fattrice e soddisfattrice di desideri, ciò comprendendo di conseguenza il suo non aver diritto ad una sessualità propria, svincolata dalle necessità dell'uomo - l'essere un oggetto sessuale e non anche un soggetto sessuale.

nell'interpretazione cunnilinguistica della canzone, si rovescia la condizione di cui sopra portando piacere alla donna, quindi riconoscendo la sua sessualità e il suo diritto al piacere - ovvero il suo non essere semplicemente un utensile dell'uomo. sarebbe quindi coerente con il menzionare una discussione sull'emancipazione femminile.

conclude poi l'ultima strofa, irrisolta, ancora non esplicita:

I tooked my loved one to a big field
So we could watch the English sky
We both were nervous
Feeling guilty
And neither one of us knew just why


i due sono in un campo, guardano il cielo [inglese] e si sentono nervosi, nonchè colpevoli, senza sapere il perchè.sentirsi colpevoli. nell'ottica in cui stiamo leggendo le liriche è facile vedere in queste sensazioni gli effetti della morale sessuale occidentale, particolarmente di stampo religioso, confermando quindi che la canzone è centrata principalmente sugli argomenti esposti in precedenza. del resto la coppia si sente in colpa mentre guarda il cielo, dove molti sostengono iddio risieda. il chiedersi il perchè del senso di colpa quindi non sarebbe riferito alla motivazione, ma al perchè dovrebbero sentirsi in colpa per qualcosa di naturale.

alternativamente, possiamo leggere la canzone semplicemente come una serata passata dai due fuori a cena, caratterizzata dall'espressione giocosa della passione di lennon per yoko, proseguita discutendo di politica [revolution, women's liberation] e conclusasi in un campo, guardando il cielo inglese, e sentendosi incomprensibilmente nervosi e colpevoli [per le loro trame rivoluzionarie?], e il well well well, come il solito well che lennon esclama in svariate altre canzoni.

ad ogni modo, il riemergere di temi politico-rivoluzionari continua e conferma uno dei fili rossi che percorrono questa raccolta.


look at me

altra canzone intimistica-esistenziale-romantica, in cui emerge di nuovo che lennon - o l'io del brano - esiste solo in relazione allo sguardo dell'amata, dal quale evince la propria identità.

Look at me
What am I supposed to be?
What am I supposed to be?
Look at me, oh my love, oh my love.


[...]

Who am l?
Nobody else can see
Just you and me



god
si riallaccia in particolare ad i found out, ma si può ricollegare a tutto l'album:

God is a concept
By which
We measure our pain



dio non è reale, ma è solo un concetto - e il suo utilizzo rivela la misura del nostro dolore.
o, in altre parole, più soffriamo, più abbiamo il bisogno di aggrapparci ad una soluzione virtuale, immaginaria - che può avere anche un'identità non religiosa,
ed ecco quindi partire la lista di divinità, miti, leader e false soluzioni alla propria sofferenza che rientrano nel discorso, nel concetto, nella categoria.

eliminate tutte queste mitologie, lennon è libero di affrontare quel che è realmente, il proprio passato e di essere sè stesso, e di vivere di sè stesso - senza fuggire nelle terapie fantastiche illustrate, nell'adorazione di qualche divinità, nell'annullarsi in un'entità esterna.

crede solo in sè stesso. e, poi aggiunge, in yoko. e conclude: e questa è la realtà.

ha dissipato i sogni degli anni sessanta, e la propria identità "mitica", falsa, per riemergere come sè stesso [per quanto in realtà la sua identità appaia dipendente dallo sguardo di yoko, cfr. look at me e anche love]:

The dream is over, what can I say,
The dream is over yesterday.
I was the dreamweaver
But now I'm reborn,
I was the walrus
But now I'rn John


il sogno è finito, e a rimanere è solo la realtà da affrontare, la realtà di chi si è, di cosa si è vissuto, e del mondo in cui si vive: ovvero di ciò che ha illustrato nell'album - ed è questo che, in quanto reale, va affrontato [working class hero, i found out, hold on]:

And so dear friends,
You’ll just have to carry on,
The dream is over.



my mummy's dead
la conclusione è affidata ad un altro brutale pezzo di realtà, lennon canta il trauma della morte della madre, in un breve frammento lo-fi, come fosse un bambino catatonico che canta una filastrocca autistica.


in conclusione:
che fatica.
Ultima modifica di HarryBudiniFan il sabato 02/11/2013 18:51:13, modificato 2 volte in totale.
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Re: THE COMMUNIST - i testi solisti di Lennon.

Messaggioda MrTwoOfUs » sabato 02/11/2013 11:42:25

:thumbleft: Che fatica, sì, ma ne è valsa la pena. Ancora un ottimo Harry: queste parole dovrebbero essere lette da tutti. Per essere uno a cui non interessano i testi non è male il ragazzo... E ovviamente aspettiamo un trattamento simile per altri album che meritano.
Un'analisi, magari non così approfondita, la feci anch'io quando pubblicammo il libro con Riccardo Russino, nel 2000. Questo album non smette mai di riservare sorprese. C'è tutto: l'amore, la religione, il sesso, la politica, la rivoluzione, la musica, i Beatles, il RnR, il personale, il misticismo, l'infanzia, tutto filtrato attraverso "il proprio dolore", come un Van Gogh che dipingeva i suoi quadri.
I found out è terrificante.
E il concetto di Dio: mi ricordo quando scoprii per la prima volta il vero significato di quelle parole, avevo 14 anni e ne rimasi sconcertato.
Magari John aveva abboccato all'amo lanciatogli da Janov (lui aveva spedito il suo libro The primal scream a diverse celebrità), ma alla fine ne è venuto fuori un capolavoro, e questo è ciò che interessa a noi. Che poi Lennon fosse un ingenuo che di volta in volta abboccava agli ami di Janov, di John Sinclair, di Jerry Rubin, di Magic Alex o di David Peel, per alcuni anche a quelli di Yoko Ono, a noi non dovrebbe fregar di meno.
Greil Marcus scrisse su Rolling Stone: "Il modo in cui John canta gli ultimi versi di God è una delle cose più belle che siano state ascoltate nel rock"(da "Giorni memorabili", di J.Cott).
Ultima modifica di MrTwoOfUs il lunedì 07/04/2014 12:09:49, modificato 2 volte in totale.
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Re: THE COMMUNIST - i testi solisti di Lennon.

Messaggioda alifib » sabato 02/11/2013 12:18:14

Notevole Harry :shock:
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Re: THE COMMUNIST - i testi solisti di Lennon.

Messaggioda HarryBudiniFan » sabato 02/11/2013 18:35:59

grazie mrtwo e alifib.

il libro dei testi di john comunque l'ho letto, 20 anni fa, ce n'era una copia alla biblioteca civica. mi avrà influenzato.
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Re: THE COMMUNIST - i testi solisti di Lennon.

Messaggioda MrTwoOfUs » sabato 02/11/2013 20:20:14

HarryBudiniFan ha scritto:grazie mrtwo e alifib.
il libro dei testi di john comunque l'ho letto, 20 anni fa, ce n'era una copia alla biblioteca civica. mi avrà influenzato.

Quale onore!
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