Mike Oldfield

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Mike Oldfield

Messaggioda Hairless Heart » lunedì 06/02/2017 12:20:51

In occasione della recente uscita di "Return to Ommadawn", mi va di aprire un topic su questo artista, uno dei miei preferiti.
E propongo un bignami della sua non indifferente discografia con relativi voti.

-Prima parte-
TUBULAR BELLS (1973) – Questo giovane musicista, già fondatore (a 15 anni!!) del duo folk Sallyangie con la sorella maggiore Sally, e componente della band di Kevin Ayers, a 18 anni circa inizia a lavorare ad una serie di frammenti di musica strumentale. L’unico interessato a pubblicare ‘sta roba è il venditore di dischi per corrispondenza Richard Branson, che fonderà per l’occasione l’etichetta Virgin. L’album esce in sordina, poi ha un’impennata di interesse quando il regista William Friedkin ne inserisce il frammento più famoso nella colonna sonora del film “L’esorcista”. Da quel momento inizia l’ascesa esponenziale del conto in banca di Oldfield e soprattutto di Branson.
Nel disco, composto da due suite, c’è di tutto: rock, classica, folk, anche heavy-metal per certi versi. La seconda facciata è decisamente meno interessante ma parliamo di un’autentica pietra miliare della musica pop contemporanea. Voto 9,5 .
HERGEST RIDGE (1974) – Il successo planetario non cambia il carattere di Oldfield, sempre introverso e complessato. Il nuovo album è meno variegato e più rilassato del precedente, si passa da un’ambiente metropolitano ad uno più agreste. Personalmente trovo troppo ripetitiva una sezione della side B, ma amo quest’album come pochi altri. Per qualche settimana TB ed HR si divideranno le prime due posizioni delle charts inglesi (erano decisamente altri tempi…). Voto 9+ .
Nel gennaio del ’75 esce “The orchestral Tubular bells” prima di una lunghissima serie di riproposizioni dell’album. Non aggiunge nulla al disco, ed è tranquillamente sorvolabile. In un concerto dell'epoca, da notare alla chitarra la presenza di un certo Andy Summers, futuro “poliziotto”.
OMMADAWN (1975) – E’ sostanzialmente la prosecuzione di HR, anche se dalle tinte meno cupe ed autunnali. Consiglio vivamente l’ascolto di questi due dischi in cuffia, uso rilassamento. Al flauto, Paddy Moloney, leader dei Chieftains. Secondo l’autore e buona parte della critica, Ommadawn è secondo solo a TB. Io gli preferisco di un nonnulla HR. A metà della side A c’è una svisata di chitarra che ha dell’incredibile. Voto 9.
The consequences of indecisions (1977) – Chiariamo subito: non è un disco di Mike Oldfield, come l’edizione in mio possesso lascerebbe intendere, ma del finlandese Pekka Pohjola, in cui Mike figura come produttore e chitarrista in 4 brani su 5. E’ un disco incredibile, un po’ jazz e un po’ progressive. Oltre a Mike, la sorella Sally e Pierre Moerlen. Il voto glielo do’ lo stesso. 8,5.
INCANTATIONS (1978) – Questo disco doppio, che chiude l’epoca delle grandi suites prevalentemente strumentali, è un’occasione perduta. Alterna parti immense ad altre prolisse ed inutili. Si poteva tranquillamente condensarlo in un unico disco, e sarebbe stato probabilmente il suo capolavoro. Ma l’ultimissima sezione è assolutamente meravigliosa. Voto 8,5.
All’album segue la pubblicazione di Exposed, doppio live (presente Pekka Pohjola) con Incantations in un disco e Tubular bells (a ridaje, e non è finita…) nell’altro.
PLATINUM (1979) – Cambio di passo. La musica si fa meno “colta”, più accessibile, quasi dance. Il lato A è una suite in 4 parti con 4 titoli diversi, da sottolineare Airborne e Charleston. Lato B con 4 pezzi nessuno dei quali indimenticabili. Voto comunque 7.
Q.E.2 (1980) – Per anni è stato il mio album preferito (in un vecchio forum era il mio avatar) poi ho riveduto le mie posizioni. In due brani, fra cui la strepitosa (a mio parere) minisuite Taurus 1, c’è un certo Phil Collins alla batteria. Ottima anche la cover Wonderful land (usata come sottofondo dell’ annunciatrice per la neonata Rete4) e l’hit Arrival, cover degli Abba. Voto 7/8 .

Appendice a questa prima parte. Molti brani sono apparsi negli anni anche su singolo (che aveva la sua importanza all’epoca). Vanno assolutamente citate almeno In dulci jubilo, tradizionale che fu ripreso anche da Bach, Argiers, piccolo gioiellino acustico, e Guilty, strepitoso pezzo dance. Questi ed altri brani si possono trovare nel quadruplo Boxed del ’78, nella raccolta The complete o nella più recente Platinum collection.
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Re: Mike Oldfield

Messaggioda Hairless Heart » lunedì 06/02/2017 12:26:01

-Seconda parte-
FIVE MILES OUT (1982) – E’ uno sviluppo del precedente QE2, col quale ci sono molti punti di contatto (ed alcune melodie riprese). Più che buona Taurus II, suite che occupa l’intero lato A del fu-vinile, ancora migliore secondo me l’altro brano lungo Orabidoo. Dopo Phil Collins, in Mount teide ecco un altro grande drummer: Carl Palmer. La strofa della song Family man (già coverizzata da Hall & Oates) è stata ripresa una quindicina di anni fa per farne un pezzo tecno, mi pare si chiamasse Tell me why. Voto 8+ .
CRISES (1983) – L’album dal quale sono partito, grazie ad un concerto visto in tv, è diviso nettamente in due: prima parte con la suite omonima quasi interamente strumentale, la seconda con 5 brani di cui 4 cantati, comprendenti le celeberrime Moonlight shadow e Foreign affair cantate da Maggie Reilly. Gli amanti del primo Oldfield storceranno il naso, ma a mio parere egli dimostra di saper fare anche dell’ottimo pop, specialmente se lo si affianca come in questo caso ad una suite che a me piace molto e che mi porta a dargli un bell’8+ .
DISCOVERY (1984) – Ormai a proprio agio con il pop (e con la Virgin e Branson a proprio agio con le vendite di Moonlight shadow) il nostro vi si butta a capofitto nel nuovo disco. 7 brani cantati sono una novità per lui, tra queste spicca la nuova hit To France (sempre Maggie Reilly). Per fortuna ad alzare il livello del disco ci pensa la mini-suite The lake (peraltro non amatissima dai fans); la parte finale ci fa davvero riconciliare col mondo. Voto 7 .
THE KILLING FIELDS (1984) – Va preso per quella che è: una colonna sonora (del film noto in Italia come Urla del silenzio). Ma non mancano le perle: a parte il tema Pran che si ripete più volte, Evacuation e soprattutto la cover Etude sono dei gran bei pezzi. Voto 6/7 .
ISLANDS (1987) – Torna lo schema di Crises, ma con molta meno fortuna: The wind chimes non è assolutamente male, sono le 5 (6 nel cd) canzoni cantate a lasciare a desiderare. Nella title-track la voce è di Bonnie Tyler, in Flying start Oldfield chiama il suo vecchio “datore di lavoro” Kevin Ayers. Voto 6+ .
EARTH MOVING (1989) – La casa discografica (con cui i rapporti sono sempre più tesi) lo spinge a fare un album con 10 Moonlight shadow. Lui ci prova, senza convinzione né ispirazione e ne esce uno dei suoi peggiori lavori di sempre. Tutti brani pop su cui guzzantianamente “sopravvoliamo”. Voto 4 .
AMAROK (1990) – Alla faccia della svolta!!! Paragonarlo col disco precedente è come accostare i King Crimson a Gazebo. Sorta di Ommadawn2 (torna infatti anche Paddy Moloney) è un opera interamente strumentale in cui Mike Oldfield appositamente fa durare pochissimo ogni sezione, in modo che la casa discografica non possa estrapolarne un singolo. Pare fra l’altro che in un pezzo ci sia una voce che ritmicamente ripete “R B F O” che starebbe per “Richard Branson Fu** Off”. Disco amatissimo dai fans della prima ora, con alcuni spunti di puro genio, alla lunga è un po’ pesante e prolisso. Ma è da ammirare un artista che, raggiunta la fama presso il pubblico dei juke-box, si rimette completamente in discussione. Voto 8+ .
HEAVEN’S OPEN (1991) – Che si vergognasse del suo parto, quando ha deciso di presentarsi come Michael Oldfield in copertina (peraltro bellissima)? Ne aveva tutti i motivi. Di nuovo lo schema con 5 brani cantati (da LUI, come se non bastasse…) e una suite strumentale. In quest’ultima non è tutto da buttare, nei 5 brani si. Voto 4,5 .

Anche in questo periodo vanno ricordati alcuni pezzi usciti solo su singolo, pur se meno interessanti rispetto alla decade precedente: Crime of passion, fotocopia di Moonlight shadow; gli strumentali Jungle gardenia e In the pool (quest’ultima andava forte nelle discoteche “afro”); il singolo Shine cantato da Jon Anderson (che aveva già collaborato in Crises) e soprattutto il suo retro The path.
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Re: Mike Oldfield

Messaggioda Hairless Heart » lunedì 06/02/2017 12:31:20

-Terza parte-
TUBULAR BELLS II (1992) – Il grande Mike scompone, revisiona e ricompone il suo capolavoro, ottenendone un altro. Con quest’album Oldfield cambia casa discografica e passa alla Warner. Al banco-mixer un certo Trevor Horn. Le due suite hanno qui 14 sottotitoli, di questi da rimarcare Sentinel, l’accoppiata Red dawn-The bell e Weightless. Di grande effetto, nell’esecuzione live, l’entrata di uno stuolo di cornamuse per Tattoo. Considero questo il mio disco preferito in assoluto degli ultimi 25 anni. E pazienza se è un semi-clone. Voto 8/9 .
THE SONGS OF DISTANT EARTH (1994) – Forse il disco preferito dalla nuova generazione di fans, prende spunto da un libro di Arthur C.Clarke. Ricordo cosa pensai dopo il primo ascolto: “sembra un enorme demo di una tastiera appena messa in commercio”. Suoni fantastici al servizio di innumerevoli sequenze di 4 accordi piuttosto scontate. Buon lavoro ma non c’è da gridare al miracolo, su tutte il trittico The chamber-Hibernaculum-Tubular world ( :roll: ……). Voto 7 .
VOYAGER (1996) – In un periodo in cui tutto ciò che è “celtico” è “in”, Mike Oldfield dice la sua coverizzando alcuni tradizionali e aggiungendoci 4 brani nuovi. Tra le cover, Women of Ireland era piuttosto famosa all’epoca (molto usata in pubblicità e nelle trasmissioni notturne per i numeri 144…). She moves through the fair fu parolata dai Simple Minds (Belfast child). Ma la cosa migliore è rappresentata dai 10 minuti dell’inedito Mont St Michel, dove il nostro dimostra tutto il suo genio. Voto 7- .
TUBULAR BELLS III (1998) – Altra riproposizione, ma ormai dell’opera originale c’è ben poco. E’ vera e propria new age. I pezzi migliori: The inner child e The top of the morning. Voto 6,5 .
GUITARS (1999) – Lavoro concettualmente interessante, registrato utilizzando esclusivamente chitarre, elettriche, acustiche e midi, suoni di batteria compresi. Brano migliore: Enigmatism, oltre ai due acustici di apertura e chiusura. Voto 6,5 .
THE MILLENNIUM BELL (1999) – Mike riprende il nome e la cover a lui tanto cari per questo viaggio nella storia dell’umanità. The Doge’s palace sembra un plagio del Rondò Veneziano. Di nuovo voto 6,5 .
TR3S LUNAS (2002) – Come dice anche l’etichetta adesiva sulla custodia del cd, Chill out a fiumi. Di nuovo c’è che Oldfield si cimenta anche con la realtà virtuale, di cui questa è sostanzialmente la colonna sonora; infatti la confezione comprende un cd-rom con un gioco interattivo. Voto 5. Sul web si può trovare anche Tr3s Lunas 2 con altre musiche dal videogioco. Un paio di anni più tardi creerà un altro software di realtà virtuale, Maestro.
LIGHT + SHADE (2005) – Ormai non c’è più la minima voglia di “pensare”, basta solo accendere un synth, selezionare un preset, strimpellare due accordi, e la canzone è bell’e fatta. Il brano migliore, Cook’s tune, lo esclude perché non in linea col resto, e lo mette in vendita on-line. Voto 3 .
MUSIC OF THE SPHERES (2008) – Per quello che ha annunciato essere il suo ultimo album, il nostro Mike si appoggia ad un’orchestra. Non sarà un capolavoro, ma considerati gli ultimi lavori ci si può accontentare. Echi di Tubular bells (Harbinger e Musica universalis, la migliore) e di Incantations (Aurora). Voto 7 .
MAN ON THE ROCKS (2014) - Dopo un po' però gli torna la voglia, soprattutto di sfogarsi con la chitarra elettrica, dunque ecco un album pop/rock interamente cantato (dallo stesso vocalist, giovane e un po' "truzzo"), con assoli di chitarra in ogni canzone. Oldfield con questo disco non deve dimostrare nulla, e infatti non lo dimostra. Disco da ascoltare in macchina e nulla più. Voto 6 di stima.
RETURN TO OMMADAWN (2017) - Per un giudizio approfondito c'è bisogno di tempo, perché il disco si "sedimenti". Per ora posso solo definirlo "carino", ma non eccezionale.
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Re: Mike Oldfield

Messaggioda MrTwoOfUs » lunedì 06/02/2017 19:27:34

Ottime recensioni e utilissimo il bignami. Credevo di avere tutto ma qualcosa mi manca. Concordo con tutti i giudizi tranne uno: Man on the rocks è davvero da ascoltare in macchina, e per caso lo ascoltai per la prima volta in viaggio sulla Costiera. Ma forse per questo resta uno dei miei CD preferiti da viaggio, è leggero come una piuma e va veloce come il vento, e come tira! La voce di quel tale è molto bella e almeno tre quattro pezzi li trovo super.
Per il resto, Crisis e Discovery li ho consumati letteralmente alla loro uscita: capolavori pop. Ho recuperato persino i cd di Maggie Reilly.
PS: tra i singoli citerei Crime of Passion che, anche se è una Moonlight Shadow parte seconda, resta stupenda.
PPS: Moonlight Shadow fu scritta sull'onda del fattaccio Lennon. Vero o Falso?
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Re: Mike Oldfield

Messaggioda Cristiano » lunedì 06/02/2017 20:44:13

Un grande musicista di cui vorrei avere più materiale.

E sì, Moonlight Shadow la scrisse a New York nel periodo della uccisione di Lennon.
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Re: Mike Oldfield

Messaggioda MrTwoOfUs » martedì 07/02/2017 11:57:13

Cristiano ha scritto:Un grande musicista di cui vorrei avere più materiale.

Segui il bignami postato da Hairless.
Io conoscevo Tubular Bells per aver visto L'esorcista, ma iniziai a comprare gli LP da Crisis, come molti fecero. Poi presi i singoli e Discovery, e poi recuperai un box chiamato BOXED, per l'appunto, che conteneva i primi 4 LP.
A seguire quasi tutti gli altri in CD.
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Re: Mike Oldfield

Messaggioda John Paul » martedì 07/02/2017 16:21:08

MrTwoOfUs ha scritto:
Cristiano ha scritto:Un grande musicista di cui vorrei avere più materiale.

Segui il bignami postato da Hairless.
Io conoscevo Tubular Bells per aver visto L'esorcista, ma iniziai a comprare gli LP da Crisis, come molti fecero. Poi presi i singoli e Discovery, e poi recuperai un box chiamato BOXED, per l'appunto, che conteneva i primi 4 LP.
A seguire quasi tutti gli altri in CD.


C'è un gran dibattito su quale sia la versione CD di TB migliore...ora nn ho l'appunto sotto il naso, ma dovrebbe essere quella del 1998...per qst non l'ho ancora mai ascoltato...
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Re: Mike Oldfield

Messaggioda stewart » mercoledì 01/03/2017 12:21:42

Io lo ho sentito al basso e chitarra nel dischi di Kevin Ayers.

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Re: Mike Oldfield

Messaggioda Hairless Heart » mercoledì 01/03/2017 17:45:19

A questo proposito, pare che in quel periodo lui fosse costretto a stare sul palco con le orecchie attaccate ai piatti del batterista, il che gli ha provocato una (momentanea) repulsione verso quello strumento. E' uno dei motivi per cui di batteria se ne sente poca, nei suoi primi lavori.
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