Ian Anderson e i Jethro Tull

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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda MrTwoOfUs » venerdì 21/04/2017 17:29:34

Grazie delle dritte a stewart & Hairless!
Steven Wilson: ho visto la sua pagina facebook:
https://www.facebook.com/swremixes/?fref=ts
è davvero incredibile!

Quindi ricapitoliamo: stewart ha Aqualung e Stand Up, mentre Hairless ha Passion Play. Io dei cd nuovi ho solo Thick as a brick del 2012 e Aqualung del 2010 (credo, quello con le bonus).
Poi ci sarebbero War Child (che è un album che mi è sempre piaciuto molto), Minstrel in the gallery e l'imminente Songs from the wood.
Roba da farci un pensierino.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda stewart » venerdì 21/04/2017 18:24:51

Ho anche "A Passion Play" e "Thick as a Brick" Cd singoli remixati da Wilson.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda MrTwoOfUs » venerdì 21/04/2017 19:21:42

stewart ha scritto:Ho anche "A Passion Play" e "Thick as a Brick" Cd singoli remixati da Wilson.

Thick as a brick l'ho anche io.
Dovrò aggiornarmi...
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda MrTwoOfUs » sabato 22/04/2017 18:17:33

Hairless Heart ha scritto:
MrTwoOfUs ha scritto:Invito Hairless, sua eminenza in fatto di Tull, a parlarci delle edizioni dei quarantennali di Aqualung, Minstrel, War Child, Passion Play e Songs from the wood (in uscita a maggio).
In tema di remix, ci parli dei tanto osannati remix prog di Steven Wilson

"Professore, non sono preparato" (era la mia frase tipo a scuola).
L'unico che possiedo è A Passion Play, ma l'ho ascoltato troppe poche volte per stabilire se e dove ci siano dei miglioramenti o troppe manomissioni. Una, e ben corposa, c'è: l'aggiunta di due versi "perduti" nella sezione denominata The Foot of Our Stairs, che erano stati eliminati in fase di missaggio nell'originale del '73. (Che poi, la titolazione delle singole sezioni è stata creata ex-novo nell'edizione del cd del '98, nel disco originale c'erano solo Part 1 e Part 2, oltre all'intermezzo The Story Of The Hare Who Lost His Spectacles. Una revisione continua, insomma. Se si facesse coi Beatles?????).
L'interessanza del box sta nella versione definitiva di quelli che venivano chiamati Chateau D'Isaster Tapes, usciti in un primo momento nel '94. La prima versione, cestinata, di quello che diverrà poi A Passion Play, con due brani usciti poi su War Child ed un inedito assoluto, che prima si trovava sul tubo in versione pessima, cioè Sailor. Qui Wilson ha fatto di certo un ottimo lavoro.
Peraltro, come diceva Stewart, il buon Steven ha rimesso a nuovo non solo il catalogo Tull, ma pure quello dei Crimson e di altri mostri sacri del prog, oltre che degli XTC.

Chateau d'isaster non finì in parte in Night Cap?
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda Hairless Heart » lunedì 24/04/2017 15:22:30

Cristiano ha scritto:...... i Beatles "sono la Cappella Sistina, la Pietà di Michelangelo del pop".....

Beh..... si, è così.
"E la colpa è tua e di quelli come te che sviscerano e sezionano ogni colpo di tosse inciso dai Beatles, e che a ciò danno un'importanza incommensurabile" :P
Quindi anche mia. :oops:
E li stiamo paragonando all'altro mio gruppo preferitissimo, dunque non è che propendo in particolare per l'uno e per l'altro.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda Hairless Heart » lunedì 24/04/2017 15:27:35

MrTwoOfUs ha scritto:Chateau d'isaster non finì in parte in Night Cap?

Si. Tre pezzi potemmo scoprirli per la prima volta nel boxone 20 Years of JT, su Night Cap un intero cd fu dedicato allo Chateau D'Isaster (a quello mi riferivo con "usciti in un primo momento nel '94").
Nella nuova uscita ci sono 2-3 pezzi in più, ed inoltre i pezzi sono in ordine diverso, probabilmente quello originale (al che uno si pone una domanda: Perché nel '94 l'ordine venne modificato, visto che anche in quel caso la cosa fu curata da Anderson???).
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda MrTwoOfUs » martedì 25/04/2017 11:52:39

A me piacque molto Night Cap. A Passion Play però non è tra i miei preferiti dei Jethro. Sto riascoltando a ripetizione i soliti Aqualung e Thick, intervallati da The Third Hurrah, Only solitarie e Skating away. A proposito, è d'uopo un mini sondaggio.
Si sa che Anderson nel 1971 se ne uscì con Aqualung, i senzatetto, la condizione dell'uomo e, di conseguenza, la religione e i dubbi ad essa legati. Roba forte. Accusato da qualche parte di eccessiva pesantezza, di aver partorito un concept album e del famigerato passaggio dal blues delle origini all'imperante prog, rispose a modo suo: l'anno successivo sparò Thick as a brick, e in pratica disse "Ve lo do io il prog..., ve lo do io un concept...".
Ecco appunto una satira/parodia del genere a che quei tempi andava tanto di moda, ma comunque un capolavoro, il secondo dopo Aqualung. Per i Tulliani e non, chi preferite?
1) La storia di Aqualung, il povero cristo che rantolava e gogogliava come i respiratori con quel nome, di Maria la strabica che si dava ai poveri come Robin Hood, e di "My God!" e del soffio della locomotiva;
2) Il poema di Gerald Bostock, il bambino prodigio che a 10 anni aveva scritto un poema capolavoro sull'umanità in generale e su come la società soffocasse i talenti con le sue istituzioni pesanti come mattoni, ma che però venne squalificato dal concorso per aver detto una parolaccia in TV.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda stewart » martedì 25/04/2017 21:07:28

Bene. :thumbright:

Io Preferisco "Aqualung" lo trovo più interessante come storia e musicalmente lo trovo leggermente migliore preferendo i brani alle lunghe suite.

Ho detto "preferisco" perché le suite nel rock le adoro comunque, vedi quelle dei VDGG o dei Pink Floyd o tanti altri.

Il mio preferito pero' in assoluto dei Tull è "Stand up" li ammiro molto con quella commistione Jazz-Folk-Blues che poi un po' si perderà.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda agrasso » mercoledì 26/04/2017 09:28:06

Come "idea" teorica preferisco Thick, che però in certe parti strumentali trovo noioso; quindi musicalmente preferisco Aqualung.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda Hairless Heart » mercoledì 26/04/2017 23:53:21

Due capolavorissimi, ma io sono di parte.
Dovendone scegliere uno, propendo per Thick As A Brick, sia dal punto di vista musicale che letterario.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda MrTwoOfUs » giovedì 27/04/2017 08:56:22

Capolavorissimi senza dubbio.
Aqualung, la canzone, è unica: tre melodie diverse, un riff che inserisco forse al primo posto tra i riff dei riff (gli altri sono Smoke on the water, Jumpin Jack Flash, Honky Tonk Women, Brown Sugar, Whole lotta love e Satisfaction (oltre a Paint it black e Day Tripper che però non sono propriamente riff, ma questa è un'altra storia). Il resto del disco ha cose notevolissime come Cross Eyed Mary, Locomothive Breath (altro riff dei riff), Mother Goose e i gioiellini Wond'ring aloud e Cheap day return.
Ma Thick as a brick è assurdo! Ha cose spaziali: decine di melodie e di idee, una tecnica, un testo con riferimenti pazzeschi e una struttura che solo un genio (o un pazzo) può concepire.
La base ritmica è impressionante, a mio avviso superiore agli altri mostri dell'epoca (come tecnica siamo dalle parti di Yes e ELP, e ben al di sopra di Cream, Zeppelin, Weather Report e forse anche Genesis).
Le melodie di "really don't mind", "Do you believe in the day", "So you ride yourself over the filelds", "The poet and the Painter", "So come all ye young men who are building castles!", "Saying: How's your granny and good old Ernie" hanno quintali di talento. Se invece di essere un tutt'uno fossero state divise in semplici canzoni rendendo quindi l'album più accessibile, forse i Jethro avrebbero avuto una decina di Hit da classifica in più (e molti seguaci prog in meno...).
A me sta benissimo così com'è: disco da isola deserta, ancora oggi dopo 45 anni!
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda Hairless Heart » venerdì 28/04/2017 00:34:48

E pensare che:
-Jeffrey Hammond, il bassista, era di fatto un pittore prestato alla musica. Faceva parte della prima band di Anderson, che cambiò molti nomi ma in genere viene identificata come John Evan's Band, poi si diede alla pittura, poi all'uscita di Glenn Cornick (dopo Benefit) fu richiamato in servizio da Ian per incidere Aqualung. Nel '75 si ritirerà, uno dei pochi a farlo non dopo un litigio con il capo......, per tornare alla sua passione principale. Se non ricordo male fu lo stesso Anderson ad insegnargli i primi rudimenti dello strumento, a quello che era il suo migliore amico d'infanzia;
-Barrie Barlow, il batterista, esordì proprio su Thick As A Brick, ed era anche lui un ex della John Evan's Band. Gli inizi furono un po' incerti, ma dopo è andato come un treno. Dice Wikipedia che, per la sua performance sul live Bursting Out, un certo John Bonham lo definì il miglior batterista di rock inglese di tutti i tempi;
-John Evans, cui si devono molte delle parti tastieristiche di TAAB (dal punto di vista compositivo, intendo), ha anche lui di fatto abbandonato la musica.

MrTwoOfUs ha scritto: e forse anche Genesis

Sicuramente dei Genesis, che hanno tante buone qualità (ad esempio un gusto estetico secondo, forse, solo a quello dei Beatles), ma non erano propriamente dei mostri, presi singolarmente al proprio strumento. Ad eccezione di Phil Collins, batterista unico.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda stewart » venerdì 28/04/2017 06:41:32

Verissimo a livello tecnico i Genesis sono al di sotto ad esempio di ELP o YES. Ma a contenuti e nella totalita' della loro musica li considero i migliori tra i gruppi progressive degli anni 70.

Un brano come "Seven Stones" ad esempio non ha virtuosismi ma una suono evocativo ed epico una tale atmosfera romantica che raramente si sentiva nei gruppi coevi.

Scusate la digressione ma il Progressive è un altro tipo d musica che amo particolarmente.

I Tull tranne appunto qualche album (sicuramente TAAB) sono difficile da incasellare nel genere prog.

Un consiglio chiedo agli esperti Jethro Tull. Dopo "Songs to a wood" quali sono gli album indispensabili?
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda MrTwoOfUs » venerdì 28/04/2017 08:22:43

Jeffrey Hammond-Hammond, Barlow ed Evans, per non parlare di Martin Barre, ascoltati anche live oltre che su album, sono mostruosi. Anche i successivi non sono malaccio, compreso David Palmer, quello che poi è diventato Dee Palmer e ha cambiato sesso. Purtroppo Barre è l'unico che ho visto dal vivo, a parte Anderson, in due concerti (entrambi a Napoli).

stewart ha scritto:I Tull tranne appunto qualche album (sicuramente TAAB) sono difficile da incasellare nel genere prog.

Certamente. Il vero album prog dei Jethro forse è A Passion Play, piuttosto pesante direi. Thick as a brick è, a detta di tutti e soprattutto di Anderson, una presa in giro parodistica del prog, ma in realtà suona a tutti gli effetti come un disco prog.

stewart ha scritto:Dopo "Songs to a wood" quali sono gli album indispensabili?

A me piace particolarmente il placido e rilassante Heavy Horses, che contiene due tra le canzoni che preferisco in assoluto: Moths e One Brown Mouse. E No Lullabies. Molti considerano anche questo disco prog.
Poi, a concludere la trilogia iniziata con Songs from the wood e proseguita con Heavy Horses, c'è Stormwatch, con Dun Ringhill, Home e Old Ghosts, Orion e L'Olandese Volante. Da avere.

Se ti piacciono anche i Jethro più tosti, prendi anche Crest of a knave e Broadsword. Molti li considerano ottimi album.
Tra le cose relativamente recenti, ti segnalo la bella This is not love contenuta in Catfish Rising del 1991.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda stewart » sabato 29/04/2017 16:59:24

Grazie come sempre preparatissimo non solo sui Beatles.

:thumbleft:
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