Ian Anderson e i Jethro Tull

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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda Cristiano » giovedì 20/04/2017 12:19:29

Tutto stupendo, ma è un remix che altera l'originale.
La domanda è: come mai i Jethro Tull secondo alcuni possono farlo ma i Beatles no ?
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda MrTwoOfUs » giovedì 20/04/2017 12:22:54

Cristiano ha scritto:Tutto stupendo, ma è un remix che altera l'originale.
La domanda è: come mai i Jethro Tull secondo alcuni possono farlo ma i Beatles no ?

Anche i Beatles possono farlo secondo alcuni... :laughing6:
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda Cristiano » giovedì 20/04/2017 12:34:25

Questo Wilson è stato chiamato da Anderson perché "pare sia un vero mago", e ciò a quanto pare basta a suscitare entusiasmo e grande attesa. Molto bene, mi fa piacere :thumbright:

Poi si dice che "non abbia mai manomesso i nastri originali". Sarà, ma qui la parola REMIX campeggia forte e chiara..ed un remix è SEMPRE (come dicevamo con Luca nell'altro topic) una manomissione dei nastri e delle piste originali. Anche qui tutto bene, nessun problema. E anche qui, la cosa fa piacere.

Continua però a sfuggirmi il motivo per cui i Beatles "sono la Cappella Sistina, la Pietà di Michelangelo del pop" ecc e non devono neanche permettersi di pensare di modificare le proprie opere, mentre gente come i Jethro Tull non solo può farlo, ma anzi "a detta di tutti" suscita ammirazione ed applausi nel momento in cui lo fa.

O i fans dei Jethro Tull sono meno obsoleti di quelli dei Beatles, o i Jethro Tull stessi vengono ritenuti di relativa importanza, per cui anche se li alteriamo chissenefrega. Mah.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda MrTwoOfUs » giovedì 20/04/2017 12:38:58

Per quanto mi riguarda non sono d'accordo neanche per i Jethro: continuo ad ascoltare il vecchio Thick as a brick e non ho comprato nessun box.
Da quanto ho capito, i dischi dei Jethro vennero ripubblicati in cd una prima volta con un audio insoddisfacente. Poi hanno chiamato Wilson, che credo abbia fatto un lavoro più simile a quello fatto con i Beatles nel 2009, ma senza modificare alcunchè. Correggetemi se sbaglio.
Con i nuovi remix il discorso è diverso, in quanto già nel 2009 gli album sono stati migliorati, il che toglie qualunque senso a questa nuova operazione. Oppure a quella del 2009.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda John Paul » giovedì 20/04/2017 14:27:20

MrTwoOfUs ha scritto:
Cristiano ha scritto:Tutto stupendo, ma è un remix che altera l'originale.
La domanda è: come mai i Jethro Tull secondo alcuni possono farlo ma i Beatles no ?

Anche i Beatles possono farlo secondo alcuni... :laughing6:



Forse perche' per noi i Beatles vengono prima di tutti gli altri...i Jethro magari un po' dopo... :D

Cmq un remix oltre a manomettere l'opera storica originale altera anche la percezione che un ascoltatore moderno si fa del musicista stesso: immaginate un remix moderno di un album di Vianello, dove tutti gli strumenti sono perfetti e i canali calibrati in modo giusto. E' chiaro che andremo a pensare che Vianello era anni luce avanti ai Beatles! :D
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda MrTwoOfUs » giovedì 20/04/2017 18:56:12

Comunque oggi ho ascoltato il CD di Thick as a brick remix 2012 Steven Wilson, con mio figlio che è anche più esperto di me per quel disco. L'ho ascoltato a paletta. Ebbene, oltre ad avere la conferma che si tratta di uno dei 10 album più belli di tutti i tempi, capolavoro di fantasia, tecnica, esecuzione, ironia e testi, non è stato alterato assolutamente niente. Un po' di presenza in più del basso, il che non guasta mai, più profondo e nitido rispetto all'originale e una maggiore pulizia generale. Basta. Il disco è sempre quello: magnifico.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda Cristiano » giovedì 20/04/2017 19:37:17

Abbiate fede anche nei Beatles, o Sommi Brontoloni.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda stewart » venerdì 21/04/2017 08:05:17

Cristiano ha scritto:Tutto stupendo, ma è un remix che altera l'originale.
La domanda è: come mai i Jethro Tull secondo alcuni possono farlo ma i Beatles no ?


Tra Wilson e Martin c'è un abisso.

Ian Anderson è IL membro più importante dei Jethro Tull diciamo che a livello compositivo e di contenuti ha realizzato il 97 % della roba che hanno prodotto quindi molto più giustificato nelle scelte fatte rispetto isuperstiti membri dei Beatles.

Già queste due cose pendono a favore del fatto che il Remix per i JT è cosa buona e giusta, quello di Martin solo una mera speculazione commerciale.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda Cristiano » venerdì 21/04/2017 09:35:24

stewart ha scritto:Ian Anderson è IL membro più importante dei Jethro Tull diciamo che a livello compositivo e di contenuti ha realizzato il 97 % della roba che hanno prodotto quindi molto più giustificato nelle scelte fatte rispetto isuperstiti membri dei Beatles.

Già queste due cose pendono a favore del fatto che il Remix per i JT è cosa buona e giusta, quello di Martin solo una mera speculazione commerciale.


Hai appena scritto un post da medaglia d'oro per l'intervento più ad minchiam degli ultimi due anni almeno.
Quindi lo decideresti tu, in base a strambi algoritmi tutti tuoi, chi può remixare e chi no?

:lol:

Ma per favore, dai.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda stewart » venerdì 21/04/2017 11:29:04

Cristiano ha scritto:Hai appena scritto un post da medaglia d'oro per l'intervento più ad minchiam degli ultimi due anni almeno.




Contegno Cristiano.

Lo pretendo anche come semplice utente.

Capisco che la critica possa esacerbarti ma non è questo il modo di controbattere in maniera maleducata.

In ogni caso leggi bene e se non capisci pazienza non sono tenuto a spiegare nulla.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda Cristiano » venerdì 21/04/2017 11:59:35

Ma non sono affatto esacerbato :) Il mio è un giudizio di merito su quanto hai scritto.

Il post sostiene diverse tesi tra il semplicistico e l'infantile, che non stanno granchè in piedi, questo è il punto.

La pretesa di poter decidere chi è meglio e chi è peggio, chi è più atto a condurre una operazione di remix e chi no, denota emotività, partigianeria ed una buona dose di chiusura mentale.

Idem dicasi per le patenti date ai vari produttori (questo è bravo, l'altro no): è assolutamente infantile e non ha basi tecniche su cui poggiarsi. In giro qui su queste pagine non vedo molti ingegneri del suono.

Infine, la patetica e ripetitiva argomentazione della "mera operazione commerciale", intrinsecamente negativa, appioppata a nostro arbitrario giudizio a qualunque cosa non ci aggradi e dalla quale assolviamo con altrettanta leggerezza quando si parla di cose o personaggi che incontrano la nostra simpatia più di altri.
(tra parentesi: SONO TUTTE OPERAZIONI COMMERCIALI queste, dalla prima all'ultima. La cosa non ha accezioni qualificanti, nè negative).

In definitiva: rispetto è anche chiamare le cose col loro nome, in presenza di messaggi fortemente viziati da giudizi semplicistici e sommari.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda stewart » venerdì 21/04/2017 12:25:27

Cristiano ha scritto:Ma non sono affatto esacerbato :) Il mio è un giudizio di merito su quanto hai scritto.

Il post sostiene diverse tesi tra il semplicistico e l'infantile, che non stanno granchè in piedi, questo è il punto.

La pretesa di poter decidere chi è meglio e chi è peggio, chi è più atto a condurre una operazione di remix e chi no, denota emotività, partigianeria ed una buona dose di chiusura mentale.

Idem dicasi per le patenti date ai vari produttori: (questo è bravo, l'altro no) è assolutamente infantile e non ha basi tecniche su cui poggiarsi. In giro qui su queste pagine non vedo molti ingegneri del suono.

Infine, la patetica e ripetitiva argomentazione della "mera operazione commerciale", intrinsecamente negativa, appioppata a nostro arbitrario giudizio a qualunque cosa non ci aggradi e dalla quale assolviamo con altrettanta leggerezza quando si parla di cose o personaggi che incontrano la nostra simpatia più di altri.
(tra parentesi: SONO TUTTE OPERAZIONI COMMERCIALI queste, dalla prima all'ultima. La cosa non ha accezioni qualificanti, nè negative).

In definitiva: rispetto è anche chiamare le cose col loro nome, in presenza di messaggi fortemente viziati da giudizi semplicistici e sommari.


Leggo che prosegui su questa linea delle offese gratuite. Eppure pensavo che "leoni da tastiera" non fossero presenti nel forum tantomeno tra chi dovrebbe avere un tono più consono alla moderazione.

Ok, mi regolerò di conseguenza ora che lo so.

Ciao.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda Cristiano » venerdì 21/04/2017 12:37:07

Il mio pensiero in merito è chiaro e motivato, non ho nulla da aggiungere.

Ed ora, chiudiamo l'OT.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda stewart » venerdì 21/04/2017 12:42:18

MrTwoOfUs ha scritto:Comunque oggi ho ascoltato il CD di Thick as a brick remix 2012 Steven Wilson, con mio figlio che è anche più esperto di me per quel disco. L'ho ascoltato a paletta. Ebbene, oltre ad avere la conferma che si tratta di uno dei 10 album più belli di tutti i tempi, capolavoro di fantasia, tecnica, esecuzione, ironia e testi, non è stato alterato assolutamente niente. Un po' di presenza in più del basso, il che non guasta mai, più profondo e nitido rispetto all'originale e una maggiore pulizia generale. Basta. Il disco è sempre quello: magnifico.


Enzo ascolta anche quello di "Stand Up" rispetto all'edizione precedente siamo dalle parti della perfezione a livello di remix.

Evidenzia senza stravolgere in maniera poco rispettosa il lavoro originale. Bellissima anche l'edizione a libretto con effetto "pop-up"

:thumbleft:
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda Hairless Heart » venerdì 21/04/2017 17:18:03

MrTwoOfUs ha scritto:Invito Hairless, sua eminenza in fatto di Tull, a parlarci delle edizioni dei quarantennali di Aqualung, Minstrel, War Child, Passion Play e Songs from the wood (in uscita a maggio).
In tema di remix, ci parli dei tanto osannati remix prog di Steven Wilson

"Professore, non sono preparato" (era la mia frase tipo a scuola).
L'unico che possiedo è A Passion Play, ma l'ho ascoltato troppe poche volte per stabilire se e dove ci siano dei miglioramenti o troppe manomissioni. Una, e ben corposa, c'è: l'aggiunta di due versi "perduti" nella sezione denominata The Foot of Our Stairs, che erano stati eliminati in fase di missaggio nell'originale del '73. (Che poi, la titolazione delle singole sezioni è stata creata ex-novo nell'edizione del cd del '98, nel disco originale c'erano solo Part 1 e Part 2, oltre all'intermezzo The Story Of The Hare Who Lost His Spectacles. Una revisione continua, insomma. Se si facesse coi Beatles?????).
L'interessanza del box sta nella versione definitiva di quelli che venivano chiamati Chateau D'Isaster Tapes, usciti in un primo momento nel '94. La prima versione, cestinata, di quello che diverrà poi A Passion Play, con due brani usciti poi su War Child ed un inedito assoluto, che prima si trovava sul tubo in versione pessima, cioè Sailor. Qui Wilson ha fatto di certo un ottimo lavoro.
Peraltro, come diceva Stewart, il buon Steven ha rimesso a nuovo non solo il catalogo Tull, ma pure quello dei Crimson e di altri mostri sacri del prog, oltre che degli XTC.
Hillary Clinton presidente degli USA dopo il marito Bill?
Gli americani non hanno proprio il senso del ridicolo. Sarebbe come se la Roma, una volta ritiratosi Totti, schierasse col numero 10 Ilary Blasi.
(H.H.)
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