Ian Anderson e i Jethro Tull

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Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda alifib » lunedì 12/07/2004 01:31:09

Ciao, ragazzi!

Apro questo topic su un'altra mia grande passione, i Jethro Tull! :D

A maggior ragione adesso, che sono appena tornata dalla Rocca Malatestiana di Cesena, dove ho visto il concerto di Ian Anderson con l'orchestra del teatro Regio di Parma ... UNA ROBA DA URLO!!!!!!!! :lol:

Purtroppo il concerto di stasera è stato funestato da una leggera pioggerellina, iniziata poco dopo l'inizio dello spettacolo, che non ha disturbato nè il pubblico nè Ian Anderson, ma che ha causato il rifiuto dell'orchestra di continuare a suonare sotto la pioggia, per non rovinare i costosi strumenti ... :cry: Quindi dopo appena un paio di pezzi hanno preso i loro strumenti e se ne sono andati. :?
Ma che beoti quelli dell'organizzazione, non potevano mettere un tendone sul palco???? No, era tutto scoperto ... MA BAFANGUL! :cry:

In pratica in concerto è consistito nell'esibizione di Ian Anderson in alcuni classici dei Jethro Tull accompagnato da un tastierista, un batterista, un bassista e un chitarrista solista (davvero bravi, considerato che hanno dovuto modificare la scaletta in corsa a causa dell'assenza dell'orchestra, improvvisando molti arrangiamenti mai provati prima!)...

Il menestrello, con la sua gambetta perennemente alzata :D , si è cimentato con il flauto traverso, la chitarra semiacustica, l'armonica ed il canto.

Magistrali le esecuzioni di: Life's a long song, Living in the past, Budapest, Locomotive breath (da mozzare il fiato!) una Bourèè infinita e piena di variazioni che da sola valeva il prezzo del biglietto :D .

Purtroppo Ian non ha suonato le mie 2 preferite, Thick as a Brick (che vabbè, è lunga :D , ma almeno poteva inserire la parte iniziale in un medley) e Aqualung, che secondo me era inizialmente prevista, nella scaletta con l'orchestra (mannaja alla pioggia, SGRUNT!!!!)

Che dire di Ian? La voce non è più quella di 30 anni fa, soprattutto nelle tonalità alte, ma al flauto è un vero maestro, impeccabile ed unico nel suo stile ... Il passare degli anni in quello lo ha maturato, senza dubbio. :lol:
Prima che piovesse, ha duettato con un flautista dell'orchestra dandogli dei punti :D , anche se l'orchestrale suonava il flauto alla maniera "classica", mentre Ian è un "FLAUTISTA ROCK", con i suoi trilli e i gorgheggi particolarissimi, in cui il suono del flauto si mischia in modo perfetto con l'emissione di veri e propri vocalizzi :shock: !!!

Ian è sempre stato ed è tutt'ora, nonostante i quasi 60 anni, un grande "animale da palcoscenico", capace di calamitare il pubblico con i suoi movimenti, le "cavalcate" del palco, i suoi sguardi stralunati, le sue battute di humour puro scozzese :D ... (ad un certo punto, lodando il tastierista per le sue ottime improvvisazioni, fa: "He's the finest musician you can find on the yellow pages!!!!" :lol: :lol: :lol: )

GRANDE, IAN, CONTINUA COSI'!!!!!!

Pciukkkk

Cla
Ultima modifica di alifib il lunedì 12/07/2004 13:44:32, modificato 3 volte in totale.
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Messaggioda Andrea » lunedì 12/07/2004 11:30:43

Mi fa piacere che tu ti sia divertita!....



OT: Qualcuno sa se John Fogerty (dei Creedence) fara qualche tourne' nei prossimi anni.......chissa venga in italia.... :?
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda Andrea1979 » lunedì 12/07/2004 12:36:58

alifib ha scritto: una Bourèè infinita e piena di variazioni che da sola valeva il prezzo del biglietto


Ahhhhhhhhh........ bellissima....... :wink:
Chissà che sarebbe stata con l'orchestra, poi... ora sono curioso...
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda Hairless Heart » domenica 03/04/2016 14:56:01

Ho rispolverato questo topic per non aprirne uno di nuovo...
Tempo fa avevo buttato giù una specie di bignami sui Jethro Tull, lo ripropongo nell'ennesimo forum, magari vi ispira alla discussione su questa che è l'altra mia band del cuore.

THIS WAS: erano ancora i Tull a due teste, di cui una blues (Mick Abrahams), ovvio che ne venisse un disco di chiara matrice blues. Ma le cose buone non mancano (My sunday feeling, Song for Jeffrey). voto 6/7.
STAND UP: capolavoro. Quasi tutte le canzoni vanno e vengono dalla scaletta dei concerti anche recenti. Ormai il capo è uno solo, ed è lui a dare il marchio di fabbrica col suo flauto. Non solo Bourèe. Voto 9.
BENEFIT: Fa parte dei "migliori" dischi, ma raramente qualcuno vi dirà che è il migliore in assoluto. Disco di passaggio verso Aqualung, con le splendide With you there to help me e For Michael Collins... voto 8,5.
AQUALUNG: A questo punto della loro carriera sono i più famosi al mondo dopo i Beatles, hanno preso il posto dei Rolling Stones a proposito della frase "lascereste vostra figlia uscire con questo individuo?". Disco immenso, con solo un paio di brani appena meno interessanti, nonostante molti fan lo ritengano un disco "costruito", con troppi riff "ruffiani". Basterebbe l'intro di Cross eyed Mary per assegnargli un bel 9,5.
THICK AS A BRICK: Il mio preferito. Discutere della questione prog/non prog è esercizio sterile. 40 minuti per me sempre emozionanti. voto 10.
LIVING IN THE PAST: Imprescindibile, nonostante sia una compilation, comprendendo essa quasi esclusivamente brani editi solo su 45 giri. La title-track è il mio brano preferito in assoluto, ma ottime anche Sweet dream, Christmas song, Teacher,ecc. voto 9+.
A PASSION PLAY: il disco più controverso ed il più ambizioso. All'epoca, dalle polemiche, rischiò di provocare lo scioglimento definitivo della band (sempre passata attraverso vari cambiamenti di formazione). Due suite ad occupare le due facciate del vinile (come Thick as a brick) ma che a mio parere mancano della stessa ispirazione del precedente. Troppo tirato, troppi cambi repentini, insomma mi è sempre risultato di difficile ascolto. Qualcuno lo ritiene un capolavoro, buon per lui. Voto 6/7 (ma sarebbe più giusto dargli un "non giudicabile").
WAR CHILD: si torna alla forma-canzone, ma ormai è chiaro che i tempi migliori sono passati. L'intro di Queen and country, con la sua fisarmonica, mi ricorda Castellina Pasi.. Da ricordare soprattutto Two fingers, The third hoorah e Skating away.... voto 7
MINSTREL IN THE GALLERY: decisamente meglio, torna anche una suite di circa 16 minuti improntata sulla chitarra acustica (strumento che Ian Anderson sa far "parlare"). voto 8,5
TOO OLD TO ROCK'N'ROLL, TOO YOUNG TO DIE: un clamoroso svarione (vabbè doveva essere un musical, è rimasto solo un fumetto). Ma Salamander vale quasi il costo del disco. voto 6
SONGS FROM THE WOOD: inaugura la triade folk, è considerato una pietra miliare della discografia della band. Non ho lo stesso entusiasmo, ma è comunque un buon disco. e Velvet green è un capolavoro. voto 8-
HEAVY HORSES: vado controcorrente e dico di preferirlo al precedente. La title-track, Rover, Acres wild sono tutte buone canzoni. voto 8.
STORMWATCH: Sarà per una questione affettiva, visto che è stato uno primi dischi che ho comprato, ma a me piace parecchio. Dun ringill è un gioiellino acustico. voto 8+.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda Hairless Heart » domenica 03/04/2016 14:57:07

Seconda parte

A : nel 1980 Ian Anderson decide di smembrare l'ensemble, tenendo solo il fido Martin Barre. Questo doveva essere il suo primo disco solista ("A" sta appunto per Anderson) solo all'ultimo si decise per il solito marchio (motivi pecuniari? certo che si); vede alle tastiere il buon Eddie Jobson, la cui mano si sente, rendendo i Jethro quello che non sono. Di questo disco, che è l'inizio dell'era "elettronica", cito Black sunday e soprattutto Protect and survive. voto 5,5
THE BROADSWORD AND THE BEAST: Suoni elettronici, certo, ma a supporto di una certa vena creativa (e prolifica, visti gli innumerevoli inediti che poi verranno fuori col tempo). Pussy willow, Seal driver, The clasp su tutte. voto 7,5.
WALK INTO LIGHT: Stavolta si, è il primo disco solista di Ian Anderson, appoggiato da Peter John Vettese (già da Broadsword) al quale fischiano ancora le orecchie per le maledizioni a lui rivolte dai fan che lo identificano col periodo peggiore della carriera dei JT. voto 5
UNDERWRAPS. Ancora elettronica, stavolta senza spunti da ricordare. ma resterà sempre la curiosità di sentire le stesse canzoni arrangiate come si deve, voto 5,5
CREST OF A KNAVE. Qui il nostro decide (era ora!) di tornare a suonare strumenti che "provengono dal legno". Solo che nel frattempo ha avuto gravi problemi alle corde vocali che ne comprometteranno la voce in maniera permanente. Quindi abbiamo un ottimo album, con Budapest, Farm on the freeway, Jump start, ed un cantante con la voce.... di Mark Knopfler. La cosa strana è che il modo di cantare influenza anche il tipo di musica, che sembra davvero partorita dai Dire Straits. Voto 7/8 .
ROCK ISLAND e
CATFISH RISING: entrambi sono figli di Crest, ma meno convincenti. Ottima comunque, su Catfish, Rocks on the road. voti 6 e 6/7
DIVINITIES: TWELVE DANCES WITH GOD: secondo solista di Anderson(1994), completamente diverso dal primo. qui è appoggiato da Andrew Giddings, che sarà il tastierista dei JT fino al 2005(circa). Disco per orchestra e flauto da leccarsi i baffi, anche se ascoltato per intero può risultare un po' noioso. Voto 7,5 .
ROOTS TO BRANCHES: disco godibile, con le tastiere elemento fondamentale ma non ingombrante come negli anni ottanta. Beside myself su tutte, ma sono pochi i momenti di stanca del disco. voto 7/8
J-TULL DOT COM: album dal nome originalissimo, anche musicalmente non porta molte novità. Non è malaccio ma neanche un capolavoro. voto 6/7
THE SECRET LANGUAGE OF BIRDS: Altro solista di Anderson, finalmente un disco prettamente di chitarra acustica. L'ispirazione è ai massimi livelli, a mio avviso il più bel lavoro di Ian Anderson con o senza band dai tempi di Minstrel in the gallery del 1975. voto 8,5
RUPI'S DANCE: Anderson ci prende gusto a fare da solo. non raggiunge i vertici del precedente ma sa fare dischi come pochi altri. voto 7
THE JETHRO TULL CHRISTMAS ALBUM: Per molto tempo l'ultimo album vero e proprio, datato 2003, consta di riarrangiamenti di loro brani vecchi a tema natalizio (non erano pochi) qualche carol tradizionale anglosassone e 4 inediti. Il risultato è un buon disco, di gran lunga migliore di quello di Sting (bravo chi non prende sonno entro i primi dieci minuti...). La cosa strana è che la mia canzone preferita del disco è quella composta da Martin Barre, A winter snowscape, forse proprio perchè diversa da tutte le altre. voto 7
TAAB2: Molto diverso dal suo lontano avo, vi si trovano molte citazioni non solo del primo Thick as A Brick ma dei Tull in generale. Ad ogni ascolto guadagna punti. Voto 6/7
HOMO ERRATICUS: Simile al disco precedente, anche qui echi di cose già sentite. Però il fatto che continui a sfornare dischi come questo, concept album insomma, è solamente da ammirare. Voto 6/7
Ultima modifica di Hairless Heart il lunedì 04/04/2016 15:45:33, modificato 1 volta in totale.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda Hairless Heart » domenica 03/04/2016 14:58:10

A parte live e boxset.

Interessante la facciata live di LIVING IN THE PAST del 1972, registrata alla Carnegie Hall di New York nel 1970, con due brani tra cui un medley classico al pianoforte (suonato da John Evans)
BURSTING OUT (live,1978) Sicuramente il migliore ed il più completo con una band a 6 elementi in stato di grazia. voto 8
20 YEARS OF JETHRO TULL (boxset 5 vinili o 3 cd, 1988) per i fan davvero un regalo succulento, con retri di singoli mai apparsi su album, canzoni dal vivo di diverse epoche, il primo storico 45 giri a nome Jethro Toe ed inediti vari. Interessanti Summerday sands, Coronach, Pan dance, ecc. voto 9
A LITTLE LIGHT MUSIC (live,1992) Il resoconto di un tour acustico teatrale. voto 7
25th ANNIVERSARY BOXSET (1993) Contiene un cd live, uno di brani remixati, il concerto integrale del '70 alla Carnegie Hall, ed un cd, The Beacons Bottom Tapes, con alcuni classici rivisitati per l'occasione, registrati in studio e che diventeranno le nuove versioni da eseguire anche dal vivo. voto 7,5
NIGHTCAP (1994) Doppio cd, uno contenete i cosiddetti Chateau d'Isaster tapes, cioè la prima versione, cestinata perchè non soddisfacente, di ciò che diverrà poi A passion play; il secondo con un'altra infornata di inediti (e qui si è davvero raschiato il barile). Voto medio tra i due cd: 7
LIVING WITH THE PAST (live,2002). Un pasticcio. Un live incompleto, e neppure tratto dallo stesso concerto, con in più la testimonianza sonora della reunion della formazione del primo album, brani da un live più vecchio, e altri registrati in studio con un quartetto d'archi. Certo, la musica è sempre di livello altissimo, ma l'operazione è quanto meno discutibile. voto 6
AQUALUNG LIVE (2005). Disco semi-ufficiale, non aggiunge niente all’originale ed anzi ci si perde in voce; solo Hymn 43 viene rivisitata. Voto comunque 7- .
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda stewart » lunedì 04/04/2016 06:48:39

Di questi possiedo

This Was, Stand Up, Benefit, Acqualung e Living in the past.

E concordo con i tuoi voti.

Pur essendo appassionato di progressive mi piacciono di più i primi dischi, considero "Stand Up", che ho preso anche nella versione deluxe, il loro capolavoro.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda MrTwoOfUs » lunedì 04/04/2016 11:22:35

Che bello! Grazie hairless. Ovviamente li ho tutti piu' qualche bootleg. Thick as a brick da isola deserta, poi Aqualung, Heavy horses, stand up, Minstrel in the gallery, songs from the wood, war child a ruota.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda MrTwoOfUs » giovedì 20/04/2017 10:12:09

Invito Hairless, sua eminenza in fatto di Tull, a parlarci delle edizioni dei quarantennali di Aqualung, Minstrel, War Child, Passion Play e Songs from the wood (in uscita a maggio).
In tema di remix, ci parli dei tanto osannati remix prog di Steven Wilson: ho letto che fa tutto a spese sue con la sua attrezzatura e ottiene risultati eccezionali, Giles Martin, dove sei?
Mi interessa soprattutto il materiale inedito (come sempre) contenuto nei box. Ce n'è tanto?
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda stewart » giovedì 20/04/2017 10:23:19

Ma se non sbaglio "Aqualung" era già uscito , io lo ho preso è bellissimo anche il libro.

Dei quelle edizioni ho anche "Stand Up" , penso che fino a "Minstrel in the gallery" bisognerebbe averle tutte.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda MrTwoOfUs » giovedì 20/04/2017 10:31:14

stewart ha scritto:Ma se non sbaglio "Aqualung" era già uscito , io lo ho preso è bellissimo anche il libro.

Dei quelle edizioni ho anche "Stand Up" , penso che fino a "Minstrel in the gallery" bisognerebbe averle tutte.

Sono tutti già usciti, eccetto Songs from the wood che esce a maggio.
Mi interessavano outakes e inediti. Come sono? Tu hai Aqualung, il box con 4cd?
https://www.amazon.it/Aqualung-40th-Ann ... alung+40th
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda stewart » giovedì 20/04/2017 11:37:35

Si notevole Enzo.

Wilson è un mago imparagonabile a Martin. è un musicista contattato direttamente da Anderson.

E se si pensa che addirittura Fripp che è gelosissimo del suo materiale ha usufruito del suo lavoro per i King Crimson ci rendiamo conto che stiamo parlando di un grande, proprio un altra categoria diciamo.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda MrTwoOfUs » giovedì 20/04/2017 11:43:58

stewart ha scritto:Si notevole Enzo.

Wilson è un mago imparagonabile a Martin. è un musicista contattato direttamente da Anderson.

E se si pensa che addirittura Fripp che è gelosissimo del suo materiale ha usufruito del suo lavoro per i King Crimson ci rendiamo conto che stiamo parlando di un grande, proprio un altra categoria diciamo.

Io ho preso Thick as a brick e Aqualung remixati da Wilson, ma le edizioni singole.
Ha fatto anche Benefit e Stand up, vero?
PS: Nel nuovo box Song from the wood ci sarà una traccia che era stata dimenticata e ritrovata di recente, della durata di 9 minuti: Old Aces Die Hard.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda Cristiano » giovedì 20/04/2017 12:13:37

Vedo un bel remix 2017 anche qui.
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Re: Ian Anderson e i Jethro Tull

Messaggioda MrTwoOfUs » giovedì 20/04/2017 12:17:43

Cristiano ha scritto:Vedo un bel remix 2017 anche qui.

Infatti, per questo mi sono venuti in mente. Solo che a chiamare Steven Wilson è stato Anderson, perchè pare che sia un vero mago. Guarda qui cosa ha fatto in ambito prog, senza però manomettere i nastri originali, ma semplicemente migliorandone incredibilmente (così dicono tutti) la resa:

https://www.facebook.com/swremixes/?fref=ts

Dai Jethro agli Yes, dai Crimson ai Genesis, fino a Simple Minds e Roxy Music.
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