A
HARD DAYS NIGHT
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traduzione dello script -
ILL CRY INSTEAD
A HARD DAYS NIGHT
JOHN: Ehi scusa se te lo chiedo, ma chi è
quel vecchietto?
PAUL: Eh, quale vecchietto?
JOHN: Quel vecchietto.
PAUL: Ah quello. Quello è mio nonno.
GEORGE: Tuo nonno?
PAUL: Si.
GEORGE: Quello non è tuo nonno.
PAUL: Lo è sai.
GEORGE: Ma ho visto tuo nonno, vive a casa
tua.
PAUL: Oh quello è il mio altro nonno, ma
anche lui è mio nonno.
JOHN: Come ci sei arrivato?
PAUL: Beh ognuno ha diritto ad averne due,
no, e questo è laltro.
JOHN: Beh tutto questo lo sappiamo (in
Scouse il pronome plurale viene spessissimo usato a posto del
singolare, io però ho cercato di rimanere il più possibile
letterale per dare colore), ma che ci fa qui?
PAUL: Beh mia madre ha pensato che un
viaggio gli avrebbe fatto bene.
RINGO: Perché questo?
PAUL: Ha il cuore spezzato.
JOHN: Oh povero vecchio. Ehi signore, ha il
cuore spezzato? È un simpatico vecchietto, no?
PAUL: Lui... lui è molto... pulito.
JOHN: Salve, nonno!
NONNO: Salve.
JOHN: Ah allora sa parlare.
PAUL: Certo che sa parlare, è un essere
umano, no?
RINGO: Beh se è tuo nonno, chi lo sa ha-ha-ha!
JOHN: E noi dovremmo badargli, no?
NONNO: Io bado a me stesso.
PAUL: Si, è questo che mi spaventa.
JOHN: Allora ti preoccupi per lui?
PAUL: Si! È un cattivo, un vero casinista.
E ti costa una fortuna in casi di promesse non mantenute.
GEORGE: Ma va.
PAUL: No. sul serio.
SHAKE: Ciao.
PAUL: Ciao Shake.
GEORGE: Ciao Shake.
SHAKE: Allora siete saliti senza problemi?
JOHN: No.
SHAKE: Oh. Beh siamo arrivati qui. Norm
arriverà fra un attimo coi biglietti. Ehi... chi è il
vecchietto?
GEORGE: È il nonno di Paul.
SHAKE: Ah si, io invece pensavo...
JOHN: No, quello è laltro.
SHAKE: Oh allora va bene.
JOHN: Però è molto pulito, no?
SHAKE: Oh si... è molto pulito.
NORM: giorno ragazzi.
RAGAZZI: Ciao/giorno Norm.
NORM: Beh grazie a Dio siamo tutti arrivati
qui. Adesso sentite, ho avuto unidea grandiosa: solo per
una volta, proviamo tutti quanti a comportarci come normali
cittadini rispettabili. Non causiamo problemi, tiriamo scherzi o
facciamo qualsiasi cosa di cui io poi dovrò pentirmi,
soprattutto domani in quello studio televisivo, perc... Mi stai
ascoltando, Lennon?
JOHN: Sei un porco. Vero George?
GEORGE: Si, il porco.
NORM: Grazie. Ehi...
RAGAZZI: ... chi è quel vecchietto?
NORM: ...etto? Beh chi è?
RINGO: Appartiene a Paul.
NORM: Ah beh. Io scendo a farmi una tazza di
caffè, qualcuno viene?
PAUL: Ti raggiungiamo dopo.
NONNO: Io voglio il mio caffè.
NORM: Beh può venire con me e Shake se
vuole.
PAUL: Badagli, ma poi non voglio scoprire
che lhai perso.
NORM: Non essere impertinente. Lo legherò a
me con le promesse. È molto pulito, no? Venga nonnino.
JOHNSON: Volete decidervi!
PAUL: Beh, giorno.
RINGO: Tutto a posto? Uuuh.
PAUL: Le spiace se lo teniamo aperto?
JOHNSON: Si mi dispiace.
JOHN: Si, ma noi siamo in quattro e noi lo
vorremmo aperto. A meno che per lei questo sia un problema.
JOHNSON: Lo è- Io viaggio su questo treno
regolarmente, due volte la settimana. Quindi suppongo di avere
dei diritti.
RINGO: Ce li abbiamo anche noi.
JOHNSON: E spegniamo anche questa, grazie.
RINGO: Ma...
JOHNSON: Una conoscenza basilare del
Regolamento Ferroviario vi direbbe che sono pienamente nei miei
diritti.
PAUL: Si, ma noi vogliamo sentirla. Siamo più
noi di lei. Siamo una comunità, un voto di maggioranza, potere
ai lavoratori e tutto il resto!
JOHNSON: Allora suggerisco che portiate
quella dannata cosa nel corridoio. O in unaltra parte del
treno, cui evidentemente appartenete.
JOHN: Ci dia un bacio!
PAUL: Senta signore, anche noi abbiamo
pagato per i nostri posti, sa.
JOHNSON: Io viaggio su questo treno
regolarmente, due volte al settimana.
JOHN: Lascia perdere Paul, non puoi vincere
con quelli come lui. Dopotutto è il suo treno, non è vero
signore?
JOHN: E non assumere quel tono con me,
giovanotto! Ho fatto la guerra, per quelli come te!
RINGO: Scommetto che le spiace di aver vinto!
JOHN: Chiamerò la guardia!
PAUL: Ah, ma davvero? A loro no piacciono
troppo gli insulti sa. Su, andiamo a prenderci un caffè, e
lasciamo in pace il Colonnello.
PAUL: Ehi signore possiamo riavere la nostra
palla?
RAGAZZI: Signore possiamo riavere la nostra
palla?
NORM: Faresti bene a starci attento.
SHAKE: Beh non è colpa mia.
NORM: Tu continua con questa storia,
figliolo.
SHAKE: Non ci posso fare niente. Sono
semplicemente più alto di te.
NONNO: È quello che dicono sempre.
NORM: Beh ti tengo docchio.
SHAKE: Mi spiace Norm, non ci posso fare
niente se non più alto di te.
NORM: Beh smettila di sembrare compiaciuto.
Ho una mezza idea di tirarti un pugno, Shake.
JOHN: Ehi se fate una rissa, posso tenerti
la giacca?
NORM: Ha iniziato lui.
SHAKE: Non è vero, hai iniziato tu.
GEORGE: Beh che è successo?
SHAKE: Il vecchio ha detto, se poteva avere
queste foto e Norm ha detto di no, e tutto quello che io ho detto
è stato beh, perché non fare i grandi e grossi?
PAUL: E?
NORM: Tuo nonno ha fatto notare che Shake è
sempre più alto di me solo per farmi dispetto.
PAUL: Lo sapevo, ha iniziato lui. Avrei
dovuto saperlo.
NORM: Cosa (espressione tipicamente Scouse)?
PAUL: Voi due non avete mai avuto un
disaccordo in vita vostra, e tempo due minuti vi ha fatto
litigare. È un vero casinista. Odia lo spirito di quadra quindi
fa litigare tutti.
NORM: Oh va bene vecchio demonio, tenga.
NONNO: Ehi Paulie, non è che per caso ce ne
firmeresti una?
NORM: Oh vieni Shake.
GEORGE: Ehi guardate le bellezze.
JOHN: Proviamoci (cè un gioco di
parole dato che la frase in originale suona molto simile anche a,
diamole a Paul).
PAUL: Dovrei?
GEORGE: Certo, ma non avere fretta. Niente
dei tuoi soliti salti oltre cancelli a cinque sbarre e via
dicendo.
PAUL: E questo che vorrebbe dire?
GEORGE: Non lo so, solo pensavo che suonasse
distinto.
JOHN: George Harrison, Scouse della
Distinzione.
PAUL: Scusate. Scusatemi, ma questi
giovanotti con cui sono seduto si stavano chiedendo se due di noi
potessero venire qui ed unirsi a voi. Ve lo chiederei di persona
ma sono timido.
NONNO: Mi spiace signorina, non dovrebbe
fraternizzare con i miei prigionieri.
RAGAZZA: Prigionieri?!
NONNO: Detenuti in trasferimento. Un branco
di delinquenti, tutti quanti.
RAGAZZI: Cosa?
NONNO: Scappate signorine, scappate finché
siete in tempo!
NORM: È molto che è via.
SHAKE: Chi?
NORM: Il nonno di Paul.
SHAKE: Oh non mi sono accorto, dovè
andato?
NORM: Al... er...
SHAKE: Oh al...?
NORM: Si al...
SHAKE: Oh allora diamogli qualche minuto.
NORM: Ehi! Avete visto il nonno di Paul?
JOHN: Certo, è molto geloso dei suoi spazi.
NORM: Nah... deve essere sgusciato via da
qualche parte.
PAUL: Lavete perso?
NORM: Adesso non esagerare.
PAUL: Lhai perso!
SHAKE: Senti
mettila in questi termini
Paulie
non sa più dove lha messo.
PAUL: Onestamente, non ci si può fidare ad
affidarti niente Norm. Se lhai perso, ti storpio.
SHAKE: Non può essere andato lontano.
NORM: Vieni, guardiamo nellestremità
appuntita.
GEORGE: Che hai?
RINGO: È suo nonno. Lo so che non gli
piaccio, è perché sono piccolo.
GEORGE: Tu hai un complesso di inferiorità.
RINGO: Si lo so, è per questo che suono la
batteria. È il mio fattore attivo di compensazione.
GEORGE: Allora entri?
RINGO: No, alla fine mi rifiuterà e basta e
io sarò frustrato.
GEORGE: Non puoi mai sapere, magari questa
volta sei fortunato.
RINGO: No, conosco partitura psicologica e
sui miei tamburi suona malissimo.
PAUL. Scusate, avete visto il vecchietto con
cui eravamo?
JOHN: Siamo scappati, oh beata libertà!
Avete una limetta? Queste manette mi stanno uccidendo. Mi hanno
incastrato. Sono innocente. Non voglio andare!
PAUL: Spiace di avervi disturbato ragazze
JOHN: Scommetto che non riuscite ad
indovinare per cosa ero dentro...
PAUL: Entriamo qui?
JOHN: Nah. È probabilmente una coppia in
luna di miele o un direttore dazienda o qualcosa del genere.
PAUL: Beh non mi interessa. Aprirò i miei
orizzonti.
NONNO: Fatemi le congratulazioni ragazzi!
Sono fidanzato.
PAUL: Oh no, che non lo sei. Non stavolta.
NONNO: E pensare che il mio stesso nipote
avrebbe permesso che mi mettessero dietro le sbarre!
PAUL: Non drammatizzare. Siamo onesti, sei
fortunato ad essere qui. Avessimo fatto come volevano loro, ti
avrebbero già buttato giù. Beh devi ammettere che hai
disturbato molte persone. Almeno posso tenerti docchio
mentre sei costretto qui. Fatti più in là.
NONNO: Dispari o pari?
PAUL: Dispari.
JOHN: Non preoccuparti figliolo, ti
prenderemo il miglior avvocato che si possa comprare coi
bigliettoni verdi.
PAUL: Oh si ride ad ogni battuta con Lennon.
In ogni caso, è tutta colpa tua.
RINGO: Perché io?
GEORGE: Perché non tu?
JOHN: Cielo, è deprimente qua dentro, no?
Strano... di solito trattano meglio i cani delle persone in
Inghilterra. Ci si aspetterebbe qualcosa di più sontuoso. Dai
facciamo qualcosa.
PAUL: Tipo?
JOHN: Mmm.
PAUL: Ok. Ehi, ci sono le ragazze.
RINGO: Le do io.
JOHN: Si si, la mescolata alla Liverpool.
I SHOULD HAVE KNOWN BETTER
GEORGE: Ha su i suoi anelli fortunati.
RINGO: Tutte mie!
JOHN: Non ti compreranno la felicità figlio
mio.
NORM: Ehi! Che nessuno di voi si muova. Sono
impazzite la fuori. Lintero posto è assaltato dalle
ragazze.
JOHN: Per favore signore, posso averne una
da assaltare, signore, per favore signore (in originale, il gioco
di parole stava nel fatto che surging, essere pieno di, suona
simile a surgery, ovvero chirurgia, ovvero giocare al dottore)?
NORM: No non puoi. Adesso ascoltate. Appena
ve lo dico, uscite da questa porta qui, dentro quella grande
macchina che vi sta aspettando. Forza, forza.
RINGO: Non russo.
GEORGE: Russi
ripetutamente.
RINGO: Russo John?
JOHN: Si fai tremare le finestre, figliolo.
RINGO: Questa è solo la tua opinione. Russo
Paul?
PAUL: Beh con un trombone di un clacson (termine
usato in Scouse per dire naso) come il tuo sarebbe innaturale se
tu non russassi.
NONNO: No Paulie. Non prendere in giro i
meno fortunati.
PAUL: Oh piantala. È solo uno scherzo.
NONNO: Ah, sarà uno scherzo, ma è il suo
naso. Lui non può farci niente se ha un orrendo enorme
annaffiatoio, e una povera testolina, che trema sotto il suo peso.
NORM: John, Paul, George. Venite qui,
mettetevi al lavoro.
JOHN: Ehi quelli della dichiarazione dei
redditi ci hanno finalmente raggiunto?
RINGO: Neanche una per me, allora?
NORM: Mi spiace.
JOHN: Questa ti terrà occupato.
NONNO: È il tuo naso, sai. Le fan sono
strane per questo verso. Si accaniscono contro certe cose. Se la
prendono con un naso...
RINGO: Lei se la prenda col suo (in inglese,
cè un gioco di parole, siccome to pick on significa sia
prendersela con che mettersi le dita nel naso).
SHAKE: Ehi, qui.
JOHN: Sono tue quelle?
SHAKE: No sono per Ringo.
JOHN: Ti deve essere costato una fortuna in
francobolli, Ringo.
GEORGE: Viene da una famiglia numerosa.
RINGO: Beh? Che è questo Circle Club?
PAUL: La Direzione del Circ Club ha il
piacere di richiedere la compagnia del signor Richard Starkey,
quello sei tu, nelle loro sale da gioco. Chemin de Fer,
Baccarat e buffet con Champagne.
RINGO: Vogliono me?
John: Si è sparsa la voce che hai le mani
bucate.
NORM: Beh non ci vai.
RINGO: Aw.
NONNO: Giustissimo. Inviti a tane dazzardo
piene di denaro facile e donne veloci, panini al pollo e porzioni
di caviale. Disgustoso!
RINGO: Quello è mio.
NORM: Forza voialtri, tirate fuori le penne.
RAGAZZI: Perché?
NORM È ora dei compiti per voi branco di
studentelli. Voglio che rispondiate a tutto questo entro stasera.
RINGO: Io voglio uscire.
NORM: Non accetterò rifiuti.
JOHN: Non riusciresti ad infilarti una penna
nel piede, porco che non sei altro.
NORM: Oh continua pure a parlare figliolo,
continua pure a parlare. Un assaggio del crampo dello scrivano ti
rimetterà in riga presto. Vieni, Shake.
SHAKE: A dopo.
JOHN: Ci vediamo.
GEORGE: Allora dove vai?
JOHN: Beh ci ha detto di rimanere, no? Forza!
GEORGE: Non potremmo prendere un taxi?
RAGAZZI: No non potremmo prendere u taxi.
NONNO: Prego.
CAMERIERE: Metto a posto signore.
NONNO: Si.
I WANNA BE YOUR MAN
CROUPIER: Alors Msieur?
NONNO: Soufflé. Scommetto che lei è una
grande nuotatrice. Tocca a me? Bingo!
CROUPIER : Pas Bingo
M'sieur... Banco.
NONNO: Oh prenderò i piccoli tesorucci
comunque. Due più uno fa tre, più uno fa quattro...
CROUPIER: Huit... et sept.
DONT BOTHER ME
NONNO: Bingo!
ALL MY LOVING
CAMERIERE: Il direttore.
NORM: Adesso forza gente, sbrigatevi.
JOHN: Ma le facciamo.
NORM: Si beh, adesso, adesso, adesso!
RINGO: Ehi qualcuno di voi ha messo un uomo
nellarmadio?
RAGAZZI: Non essere stupido.
RINGO: Beh qualcuno lha fatto.
GEORGE: Ha ragione, sapete.
JOHN: Ecco.
SHAKE: Ehi... ehi e questo che è?
PAUL: Oh lui. Stava spiando.
JOHN: Sembra proprio uno spione, no?
SHAKE: Lei è svestito, dove sono i suoi
vestiti?
CAMERIERE: Beh il vecchio gentiluomo. Li ha
presi per andare a giocare al Circ.
RINGO: È andato al mio club eh?
PAUL: È tutta colpa tua.
RINGO: Cosa?
PAUL: Si, ricevendo inviti per andare nei
club dazzardo e via dicendo. Probabilmente è nel bel mezzo
di unorgia ormai.
JOHN: Orgia? Orgia!
CAMERIERE: Ma... ma e io?
JOHN: È troppo vecchio.
CAMERIERE: Encore de champagne, Monsieur?
NONNO: Si, e vorrei anche dellaltro
champagne.
DIRETTORE: Lord John McCartney, un
miliardario irlandese puro. Ricco sporco evidentemente.
CLIENTE: Oh non lo so, a me sembra molto
pulito.
NORM: Forza gente, provate a comportarvi con
un po di buone maniere, questo è un posto di lusso.
JOHN: Sappiamo come ci si comporta, abbiamo
preso delle lezioni.
PORTIERE: Mi spiace signore, solo membri ed
ospiti provvisti di invito.
NORM: Si, beh... er...
PORTIERE: Oh si.
SHAKE: Sono con loro. Sono la sorella di
Ringo.
NORM: Scusate, avete un vecchietto qui?
DIRETTORE: Vuol dire il vecchio McCartney?
PAUL: Oh lo sta facendo di nuovo. Senta, io
sono suo nonno... voglio dire...
NONNO: Mettetemi giù! chi sono questi
ruffiani! Non li ho mai visti prima in tutta la mia vita!
DIRETTORE: Prima che ve ne andiate signori,
cè la piccola faccenda del conto.
NORM: Di questo mi occupo io. Centottanta
sterline!
DIRETTORE: Scusi, ghinee.
CAMERIERE: Le sue vincite, mio signore,
centonovanta sterline!
NONNO: E il mio resto?
DIRETTORE: Per il guardaroba.
RINGO: Ah beh, vanno e vengono. Beh?
JOHN: Guten Morgen mein Herr. Le piacerebbe
affondare Tea Harbour? Ah, lo sporco Englander, guten Morgen!
SHAKE: Manteniamo lInghilterra piccina.
Dai George.
GEORGE: Non essere ridicolo.
SHAKE: Ma hai detto che potevo.
GEORGE: Onestamente rabbrividisco al solo
pensiero. Un uomo adulto e non ti sei mai fatto la barba con un
rasoio a mano.
SHAKE: Non è colpa mia, vengo da una lunga
stirpe di elettricisti.
GEORGE: Beh non farai pratica su di me
SHAKE: Allora daccordo. Ma facci
vedere.
GEORGE: Oh vieni dai.
JOHN: Britannia, Britannia regna sulle...
GEORGE: Ugh è disgustoso adesso che sei
tutto rosa e nudo. Ti sfugge appena il rasoio e...
JOHN: mm mm mm, mm mm mm, mm
Aiutatemi, ehi felloni! Aiutatemi, aiutatemi
.
GEORGE: Thanno silurato di nuovo eh?
NORM: Forza gente, la macchina sta
aspettando per portavi allo studio. Ehi dovè John?
SHAKE: Nella vasca.
NORM: Daccordo Lennon, vieni fuori.
John, smettila di scherzare. John? John! John! John!
JOHN: Cosa stai a giocare con quella vasca?
Cè una macchina che aspetta, forza.
NORM: Pronto John. Appena accostiamo, apri
la porta e dritti dentro.
UOMO: Non possiamo aspettare ancora per
molto. Lo sapevo che...oh eccoli, ragazzi eccovi qui...
UOMO: Dove eravate, si stava organizzando la
vostra conferenza stampa...
NORM: Dateci un paio di secondi per
riprendere fiato.
GEORGE: Fateci un fischio quando è finita.
JOHN: Ehi io ho un vestito proprio come il
suo sapete. Non mi piace il fazzoletto lassù però, io di solito
il fazzoletto lo tengo nella tasca dei pantaloni. Lassù non lo
si può usare per soffiarcisi il naso, vero signore?
UOMO: No non si può.
GEORGE: Mi è sempre piaciuta quella domanda.
JOHN: Beh non avevo mai veramente notato il
suo naso fino a sei mesi fa.
PAUL: E mia madre mi ha chiesto prima che
partissi per lAmerica se volevo dei panini.
RINGO: E quando lho infilata nella
presa, è semplicemente esplosa!
GIORNALISTA: Mi dica, come ha trovato lAmerica?
JOHN: Una svolta a sinistra alla Groenlandia.
GIORNALISTA: Il successo le ha cambiato la
vita?
GEORGE: Si.
PAUL: Mi piace tenere lInghilterra
pulita.
GIORNALISTA: Lei è un Mod o un Rocker?
RINGO: No sono un Mocker (che vuol dire un
simpaticone, che scherza sempre, ma è anche la somma dei primi
due gruppi dappartenenza).
GIORNALISTA: Ha qualche hobby?
PAUL: No in realtà, siamo solo buoni amici.
GIORNALISTA: Pensa che questi tagli siano
venuti per restare.
RINGO: Beh questo qui si, si è incollato su
proprio bene ormai.
GIORNALISTA: Terribilmente simpatico.
PAUL: No in realtà, siamo solo buoni amici.
GIORNALISTA: Come chiamerebbe quella
pettinatura che ha su?
GEORGE: Arthur.
PAUL: No in realtà, siamo solo buoni amici.
RINGO: Sono tutti marroni, no?
GIORNALISTA: Come chiama questo colletto.
RINGO: Un colletto.
GIORNALISTA: Vede suo padre spesso?
PAUL: No in realtà, siamo solo buoni amici.
GIORNALISTA: Come vuole che si vestano le
sue fidanzate?
RINGO: Ha-ha!
GEORGE: Una trappola, quella! Sto morendo di
fame!
JOHN: Non ho preso neanche un panino (in
Scouse) al burro, e voi?
PAUL: È rimasto niente?
NONNO: Abbiamo appena finito Paulie. Ehi
George, ci faresti la tua firma sulla foto.
PAUL: Ehi guardare lì!
JOHN: Che cè?
PAUL: Hanno preparato tutto laggiù!
JOHN: Andiamo a dare unocchiata?
RAGAZZI: Si!
JOHN: ... non è un albero.
PAUL: Lo è.
JOHN: Guarda è un uccello (riferimento alla
famosa battuta cinematografica, è un uccello, è un aereo, è
Superman, ma anche ragazza in Scouse)! Siamo solo di passaggio
ragazzi.
RINGO: Lascia la batteria in pace.
DIRETTORE TECNICO: Certamente potrò solo
toccare un pochetto.
RINGO: Se anche ci respiri su forte io sono
in sciopero.
DIRETTORE TECNICO: Non è un tantino
arbitrario?
RINGO: Eccoti! Mi nascondi dietro il vetro
appannato dei luoghi comuni borghesi. Io non vado in giro a
giocare con le tue cuffie, no?
DIRETTORE TECNICO: Guastafeste.
RINGO: Beh!
GEORGE: È molto pignolo per quanto riguarda
la sua batteria sai. Hanno una grossa parte nella sua leggenda.
PAUL: Che cè?
GEORGE: Oh ha messo il broncio di nuovo.
JOHN: Gli faccio vedere io.
IF I FELL
JOHN: Perdono, perdono, scusa, perdono.
Vorrei più batteria. Lì.
PAUL: No penso sia quello, suona tipo
sul terzo pezzo, sai il terzo pezzo
JOHN: Nel terzo pezzo, battere più forte!
DIRETTORE: Daccordo. Non parliamone più,
probabilmente hai ragione. Adesso sentite, se pensate che io non
sia adatto ditemelo in faccia, non sopporto questa politica da
dietro le quinte.
JOHN: Le spiacerebbe mettere la situazione
un po più nero su bianco?
DIRETTORE: Beh, molto onestamente non mi
aspettavo un arrangiatore musicale che mettesse in
discussione la mia competenza... graficamente.
JOHN: Starei ad ascoltarlo per ore.
PAUL: Cosè tutta questa storia su un
arrangiatore musicale?
DIRETTORE: Il signor McCartney Sr.
NONNO: Ehi Paulie, stanno tentando di farti
fesso con questo ciarlatano musicale... ma io lho messo
alla prova.
DIRETTORE: Non ho problemi ad essere
rimpiazzato.
NONNO: È il tipico passa-soldi.
DIRETTORE: Ho vinto un premio.
JOHN: Una storia credibile.
DIRETTORE: È sul muro nel mio ufficio.
NORM: Salve al nostro gruppo, tutti felici?
Daccordo, daccordo. Se non hai bisogno di loro, lo
chiuderò in camerino.
DIRETTORE: Per favore fallo, non avrò
bisogno di loro per unaltra mezzora. Grazie. Prendimi
una bottiglia di latte e dei tranquillanti. Adesso capisco tutto
è un complotto. Un complotto.
NORM: Forza gente, ho la chiave. Su Ringo!
Su!
NONNO: Leslie Jackson? Ho visto tuo padre
nel Vecchio Impero nel 1909, ah se sei bravo come lui figliolo,
sei a posto.
JOHN: Costume stiloso (in Scouse)!
ATTORE: Facciamo a cambio?
JOHN: Impertinente.
NORM: Forza ragazzi ho la chiave. Primo
piano e non fate giochi strani. Lennon, lascia in pace le ragazze
o dirò tutto a tua madre. E state qui fino a quella prova, vi ci
tengo a costo di mettere la chiave nella toppa e di girarla!
RINGO: Siamo liberi!
CANT BUY ME LOVE
UOMO: Suppongo realizziate che questa è
proprietà privata.
GEORGE: Scusi se abbiamo fatto male al suo
campo, signore.
NORM: Non sono qui.
SHAKE: Oh probabilmente sono andati in mesa,
tazza di tè, tipo.
NORM: No, quello è troppo facile per Lennon.
È la fuori da qualche parte, che causa danni, solo per farmi del
male.
SHAKE: Te lo stai immaginando Norm. Ti stai
facendo opprimere da questa cosa.
NORM: No... questa è una battaglia di nervi
fra me e John.
SHAKE: John non ne ha.
NORM: Cosa?
SHAKE: Nervi.
NORM: No, è proprio quello il problema. Ho
scherzato con lidea di una palla e una catena, beh me le ha
appena scosse in faccia ed in pubblico per di più. A volte penso
che si diverta a vedermi soffrire.
MILLIE: Salve.
JOHN: Salve.
MILLIE: Oh, aspetti un minuto, non mi dica
che lei è
JOHN: No, non lo sono.
MILLIE: Oh lo è, so che lo è.
JOHN: Non lo sono.
MILLIE: Lo è.
JOHN: Non lo sono, no.
MILLIE: È proprio uguale a lui.
JOHN: Oh davvero? Lei è la prima che me lha
mai detto...
MILLIE: Si davvero, guardi.
JOHN: No. I miei occhi sono più chiari.
MILLIE: Oh si.
JOHN: E il mio naso...
MILLIE: Si il tuo naso lo è. Molto.
JOHN: Sul serio.
MILLIE: Io lavrei detto.
JOHN: Si, ma lei lo conosce meglio.
MILLIE: Non è vero, è solo un conoscente
casuale.
JOHN: Questo è quello che dice lei.
MILLIE: Cosa ha sentito?
JOHN: È sulla bocca di tutti.
MILLIE: Ah si?
JOHN: Ma io non ci sono stato. Lho
difesa.
MILLIE: Sapevo di poter contare su di lei.
JOHN: Grazie.
MILLIE: Non gli assomiglia per niente.
JOHN: Gli assomiglia più lei di me.
VOCE FUORI CAMPO: Ci sarà una prova
generale fra dieci minuti. Dieci minuti da adesso, prova generale.
SEGRETARIA: Oh eccoti qui!
GEORGE: Oh, scusi, devo aver fatto un errore.
SEGRETARIA: Non è quello, è solo che sei
in ritardo.
GEORGE: Oh?
SEGRETARIA: In realtà penso che sarà molto
soddisfatto di te.
GEORGE: Lo sarà?
SEGRETARIA: Si, sei proprio quello che vi
vuole. Salve, ne ho uno... oh, penso di si... si, sa parlare...
no beh... e penso che tu dovresti vederlo. Si, va bene. Vieni.
GEORGE: Non si vedono molti di questi in
giro oggigiorno.
SEGRETARIA: Su!
GEORGE: Scusi.
SEGRETARIA: Simon, questo va bene?
SIMON: Beh. Non male, bambolina, veramente
non male. Girati ragazzino. Oh si è decisamente un sosia. Starà
bene accanto a Susan. Daccordo figliolo, sarà una cosa del
tutto indolore. Non mi respirare addosso, Adrian.
GEORGE: Mi spiace tremendamente ma sembra
che si sia una sorta di equivoco.
SIMON: Oh, sicuramente puoi accordati con
noi in modo da non dover fare tutta quella vecchia faccenda dellocclusiva
glottale adenoidale e continuare per il nostro profitto?
GEORGE: Sono spiacente ma non capisco.
SIMON: O, mio Dio, è un naturale.
SEGRETARIA: Beh, ho detto loro di non
mandarcene di veri.
SIMON: Dovrebbero sapere ormai che i falsi
sono molto più facili da trattare. Comunque è un tipo
interessante. Vorremmo che tu ci dia la tua opinione su alcuni
vestiti per adolescenti.
GEORGE: Oh, decisamente, sono pronto per
questa eventualità.
SIMON: Beh, non la tua vera opinione,
naturalmente. Sarà tutto scritto e tu lo imparerai. Sai leggere?
GEORGE: Certo che so leggere.
SIMON: Voglio dire battute, sciocchino, come
te la cavi con le battute?
GEORGE: Oh ne prenderò un paio.
SIMON: Bene. Dategli qualsiasi cosa è che
bevono loro, cokearama?
GEORGE: Grazie (in Scouse).
SIMON: Beh, almeno è educato. Fagli vedere
le camicie, Adrian. Allora, queste di piaceranno. Ci stanno
proprio dentro (in Scouse). Sono favolosi
e tutti quegli altri aggettivi foruncolosi.
GEORGE: Non le metterei neanche morto. Sono
mortalmente grotty.
SIMON: Grotty?
GEORGE: Si, grottesche.
SIMON: Prendi nota di quella parola e dalla
a Susan. È quasi toccante in realtà. Ecco questo ragazzino, che
tenta di darmi la sua opinione assolutamente insignificante,
quando so per certo che entro un mese, soffrirà di un violento
complesso di inferiorità e perdita di posizione, perché non sta
indossando una di queste brutte cose. Certo che sono grotty,
maledetto stupido, è per questo che sono state disegnate, ma
questo è quello che tu vorrai.
GEORGE: No lo farò.
SIMON: Puoi essere rimpiazzato, ragazzino.
GEORGE: Non mi interessa.
GEORGE: E anche quellatteggiamento è
fuori moda, figliolo. La nuova voga è di interessarsi
appassionatamente, ed essere di destra. Comunque, se non cooperi
non incontrerai Susan.
GEORGE: E chi è questa Susan quando è a
casa sua?
SIMON: Solo Susan Campey, la nostra
adolescente modello. Dovrai amarla. È il tuo simbolo.
GEORGE: Oh, intende quella ragazza (in
Scouse) che sbaglia sempre tutto?
SIMON: Chiedo scusa?
GEORGE: Oh, si, i ragazzi si siedono spesso
attorno alla TV e la guardano per farsi due ghignate. Una volta
ci siamo pure tutti seduti a scrivere queste lettere dicendo
quantera stilosa e tutta quella roba lì.
SIMON: Lei lancia le mode. È il suo lavoro.
GEORGE: È una palla. Una palla molto
conosciuta. Si abbassa il volume quando cè lei per dire
cose volgari.
SIMON: Fatelo uscire!
GEORGE: Ho detto qualcosa che non dovevo?
SIMON: Fatelo uscire. Sta rovinando limmagine
del programma.
GEORGE: Mi spiace per le camicie.
SIMON: Fatelo uscire. Credi sia un nuovo
fenomeno?
SEGRETARIA: Vuoi dire un primo indizio alla
nuova direzione?
SIMON: Dovè il calendario? No, è
solo il guastafeste. Il cambiamento non ci sarà per altre tre
settimane. In ogni caso, fai un appunto di non rinnovare il
contratto di Susan. Non corriamo rischi inutili!
RAGAZZA: Quindi ho spiegato a mia madre che
era un uomo molto pulito.
NORM: Qui non cè nessuno.
SHAKE: Qui non cè nessuno? Ma dove
sono finiti?
DIRETTORE: Questo è sbagliato no?
Sicuramente, questo è sbagliato! No non te! Fatelo uscire!
NORM: Arriva qualcuno. Sbrigati, nasconditi!
Smettila di essere più alto di me
SHAKE: Non è colpa mia...
JOHN: Che ci fate qui?
SHAKE: Ci stavamo nascondendo.
JOHN: Dovete essere scemi (in Scouse) o
qualcosa di simile.
NORM: Beh non ci stavamo nascondendo, ci
stavamo riposando. Pensavo di aver detto a voi ragazzi di
fermarvi qui?
JOHN: Non mi bastoni, signore, mi hanno
traviato.
NORM: Oh taci John. Vi stanno aspettando in
studio.
RINGO: Evvai (in Scouse), sto morendo dalla
voglia di lavorare un po.
NORM: Oh dio ti benedica Ringo.
PAUL: Oh ecco il cocchino della maestra.
GEORGE: Leccapiedi.
JOHN: Hai tradito la classe eh?
RINGO: Oh piantatela!
JOHN: Calma! Calma!
RINGO: Beh!
NORM: Volete darvi una mossa! Vi stanno
aspettando!
JOHN: Ora dichiaro aperto questo ponte.
DIRETTORE: Dove sono? Dove sono? Dove sono?
DIRETTORE TECNICO: Stanno arrivando.
DIRETTORE: Huh?
DIRETTORE TECNICO: Stanno arrivando, gli e
lo prometto.
DIRETTORE: Oh si. Beh adesso guarda, se non
sono su questo pavimento in trenta secondi ci saranno guai... mi
capisci... guai!
JOHN: A spasso, eh? Certa gente ha la vita
proprio comoda!
DIRETTORE: Una volta che hai passato i
trenta, sei finito. È cosa per un uomo giovane. Io non ce la
faccio proprio a reggere il ritmo.
RINGO: Oh allora era così giovane?
JOHN: Ah ecco che se ne va, guardatelo,
scommetto che sua moglie non sa di lei. Scommetto che non ha
neanche una moglie, guarda il suo golfino.
PAUL: Non si può mai sapere potrebbe averlo
fatto lei a maglia.
JOHN: Ha fatto lui a maglia.
DIRETTORE: State pronti, andate avanti col
vostro numero e cercate di non spostarvi dalle posizioni
assegnate. Pronto? Stiamo arrivando al tre. Tre, stiamo arrivando
al tre. Tre!
VOCE FUORI CAMPO: Siamo sul tre.
DIRETTORE: Huh?
VOCE FUORI CAMPO: Siamo sul tre.
DIRETTORE: Oh si. Musica.
AND I LOVE HER
DIRETTORE: Grazie. Molto carino. Trucco?
RAGAZZA DEL TRUCCO: Non veramente, non ne
hanno tanto bisogno. Gli daremo giusto una spolverata per il
lucido.
DIRETTORE: Oh. Si. Norm, li porteresti al
trucco per spolverarli... il lucido?
NORM: Sicuro.
SHAKE: Hai battuto le palpebre.
NORM: Forza, forza.
SHAKE: Ciao ragazzi. Ehi il nonno non mi
parla. Penso che stia mettendo il broncio.
GEORGE: Beh, devessere contagioso. Lha
passata a Ringo qui.
NORM: Smettetela di prendervela con lui.
RINGO: Non ho bisogno che tu mi difenda, lo
sai, Norm.
JOHN: Hai un attacco della malattia del
porco, vero?
NORM: Su gente, sedetevi.
1MA RAGAZZA DEL TRUCCO: Oh, questo è
impossibile. Non riusciremo mai a farvi tutti per tempo.
ATTORE: Beh, dovrete fare prima noi... a
loro non importa se sono truccati o no. Fra parentesi, quello cosè?
JOHN: Mi chiamo Betty... Vuoi un pugno su
per la tua tunica lavorata?
ATTORE: No.
NORM: John, comportati bene o tammazzo.
Shake, togliti quella parrucca, ti dona.
NORM: Ringo cosa stai facendo?
RINGO: Leggo la pagina cinque (gioco di
parole nel senso che what are you up to vuol anche dire, a che
cosa sei arrivato).
JOHN: Ti sei sempre immaginato come una
ragazza, amico.
PAUL: Oh se questa carne troppo troppo
solida si sciogliesse. Vap!
GEORGE: Lei non interferirà con il concetto
primario e scarmigliato della mia personalità, vero, signora?
JOHN: Ehi sta leggendo il Queen.
Questo è uno scherzo fra noi sapete.
PAUL: Za-daaam!
NONNO: Secondo me siete un branco di
femminucce.
JOHN: Lei è solo geloso!
NORM: Lascialo stare, Lennon, o dirò loro
tutta la verità su di te.
JOHN: Non lo faresti!
NORM: Oh se lo farei.
NONNO: Sentite, pensavo che mavreste
fatto cambiare aria e fino ad ora sono stato in un treno e una
stanza, una macchina e una stanza e una stanza e una stanza. Beh,
magari questo va bene per un branco di donnicciole incipriate
come voi ma io si sento molto oppresso.
RAGAZZA: Che vecchio pulito.
NONNO: Ah non ci sperare.
SHAKE: Che ci fa una ragazza carina come te
in un posto come questo?
NORM: Sono quasi pronti per voi ragazzi,
stanno appena finendo di annunciare il gruppo...
JOHN: Dico, sei stato da Harrods? Io ci sono
stato nel 58 sai. Io ti posso portare sul palcoscenico.
RAGAZZA: Oh come?
JOHN: Uscita di qua giri a destra...
JOHN: Ehi ragazzi ho unidea, perché
non facciamo lo spettacolo proprio qui, si! .... due, tre,
quattro!
IM HAPPY JUST TO DANCE WITH YOU